La consigliera comunale del Partito Democratico, Caterina Riccotti, ha presentato un’interrogazione ufficiale per fare luce sui forti ritardi che stanno bloccando l’iter per la riqualificazione del sito rupestre di Chiafura e del Colle San Matteo. Sotto la lente d’ingrandimento ci sono, in particolare, i rallentamenti nella procedura di affidamento dei servizi di progettazione e della direzione dei lavori.

Il grido d’allarme della consigliera del PD punta a scuotere l’amministrazione locale su una ferita aperta del territorio. Da troppi anni, infatti, l’accesso all’agglomerato rupestre e al Colle San Matteo rimane interdetto sia ai residenti sia ai flussi turistici. “La città attende da troppo tempo che questo luogo le venga restituito — ha dichiarato Caterina Riccotti —. Chiafura e San Matteo continuano a essere privi della necessaria fruibilità, senza che sia mai decollato un reale percorso di valorizzazione. È una situazione non più accettabile per quello che rappresenta uno dei complessi rupestri più interessanti e significativi dell’intera provincia di Ragusa”.

La consigliera ricorda che il progetto nasce da un lungo lavoro istituzionale condiviso che ha visto collaborare in sinergia il Comune di Scicli e la Soprintendenza ai Beni Culturali di Ragusa. Una cooperazione che era stata formalizzata attraverso una specifica convenzione e che aveva portato all’inserimento del sito di Chiafura all’interno del sistema monumentale e archeologico del Parco di Kamarina-Cava d’Ispica, a testimonianza del suo immenso valore storico, paesaggistico e culturale.

L’intervento previsto non riguarda soltanto il recupero del quartiere rupestre, ma un più ampio progetto di rigenerazione del Colle San Matteo attraverso il recupero delle grotte, la rifunzionalizzazione degli edifici storici, la realizzazione di percorsi di visita e la restituzione alla collettività di un patrimonio oggi sostanzialmente inaccessibile, conclude Caterina Riccotti.