Sarà interrogato domani, venerdì 7 novembre, Gianni Agosta, il 43enne sciclitano indagato dell’omicidio di Peppe Ottaviano.

Agosta è stato arrestato ieri mattina, a Scicli, dopo 18 mesi di indagini. L’omicidio avvenuto a Scicli il 12 maggio 2024, in Via Manenti, è stato per lunghi mesi un mistero che sembrava destinato a rimanere irrisolto.

La svolta decisiva ieri mattina, mercoledì 5 novembre con l’arresto di Gianni Agosta, persona ritenuta responsabile dell’omicidio di Giuseppe Ottaviano, il 40enne trovato senza vita quella domenica sera nella sua abitazione.

L’operazione è stata condotta dai carabinieri su disposizione della Procura di Ragusa, che da mesi lavorava su uno dei casi di cronaca più inquietanti della provincia.

Il corpo di Ottaviano era stato scoperto da alcuni familiari, preoccupati perché da ore l’uomo non rispondeva al telefono. Quando i parenti entrarono nell’abitazione, notarono le tracce di sangue sparse in diversi punti della casa, oggetti rovesciati e il corpo del quarantenne disteso sul letto, con ferite profonde al volto e alla testa. Fin dai primi rilievi, gli inquirenti esclusero l’ipotesi di una morte accidentale o di un gesto estremo. Non c’erano segni di effrazione alle finestre né alla porta d’ingresso, un dettaglio che indirizzò subito le indagini verso una pista precisa: l’assassino conosceva la vittima.

La ricostruzione dei carabinieri, sviluppata attraverso analisi scientifiche, riscontri tecnologici e testimonianze dirette, ha permesso di delineare un quadro sempre più nitido. Quel giorno, Giuseppe Ottaviano aveva trascorso la mattinata nella sua casa al mare di Donnalucata, per poi rientrare nel centro di Scicli nel pomeriggio, dove era stato visto in alcuni locali abitualmente frequentati.

Un particolare aveva destato la curiosità anche dei vicini di casa: la sua auto era stata parcheggiata in maniera anomala, quasi di traverso, tanto da richiedere l’intervento del carro attrezzi il giorno successivo. Un dettaglio apparentemente marginale, ma che si sarebbe rivelato utile per ricostruire gli ultimi movimenti della vittima prima dell’aggressione. L’analisi dei tabulati telefonici e dei filmati delle videocamere di sorveglianza ha permesso di tracciare con precisione i contatti e i movimenti della vittima nelle ore precedenti alla morte.

Dalle analisi più approfondite dei tabulati telefonici e dall’incrocio di tutti i dati raccolti, gli investigatori hanno delineato un quadro chiaro: tra la vittima e il nuovo compagno della sua ex fidanzata esisteva una tensione crescente. Pochi giorni prima dell’omicidio, i due si erano incontrati per un “chiarimento” durante il quale l’uomo aveva ordinato alla vittima di non cercare più la donna.

Nei giorni successivi, i continui tentativi di Giuseppe Ottaviano di ricontattare l’ex avrebbero spinto il rivale a organizzare una vera e propria spedizione punitiva. Una videocamera di sicurezza di un locale della zona ha immortalato il 43enne mentre si avvicinava all’abitazione dove, poco dopo, sarebbe avvenuto il delitto.

Il movente è stato rafforzato dal contenuto di numerose intercettazioni, che confermavano la gelosia e il rancore dell’uomo nei confronti di Ottaviano. Sulla base di questi elementi, la Procura della Repubblica ha chiesto al giudice per le indagini preliminari l’emissione di una misura cautelare, accolta dal GIP del Tribunale di Ragusa. Il presunto assassino è accusato di omicidio volontario aggravato.

L’interrogatorio di garanzia all’indagato dinanzi al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Ragusa è stato fissato per domani.

La notizia ha lasciato increduli quanti conoscono Gianni Agosta, lavoratore nel settore edile, personaggio noto anche nel mondo del calcio: è infatti un ex giocatore e allenatore.

Come riferito ieri in occasione della conferenza stampa che si è tenuta presso il Palazzo di Giustizia, alla presenza del Procuratore della Repubblica di Ragusa, il caso non è chiuso, le indagini continuano: rimane da chiarire la posizione della compagna del presunto omicida, ex fidanzata della vittima. Novità potrebbero emergere domani, durante l’interrogatorio.

Qui di seguito le foto scattate dai carabinieri all’interno della casa, qualche ora dopo il ritrovamento del corpo senza vita di Giuseppe Ottaviano