Il litorale di Scicli  tra Sampieri e Cava d’Aliga è un lembo della costa iblea rimasto quasi inalterato dall’abusivismo edilizio deturpante che, a partire dagli anni ’60-70,  ha invece caratterizzato e segnato altre  coste siciliane. In questo tratto di litorale , estrema propaggine del tavolato ibleo, il susseguirsi di calette e anfratti a picco sul mare, di appuntite e incombenti scogliere, di una spiaggia sabbiosa cordonata da un piccolo sistema dunale, rende questo luogo suggestivo e di notevole interesse paesaggistico, meritevole di attenta conservazione. Sugli scogli e sui terreni a ridosso   cresce  una rigogliosa  e variegata flora spontanea mediterranea, vero e proprio giardino botanico marittimo, con presenze importanti di specie vegetali, che qui hanno  il loro habitat ideale tanto da permettere ad alcune di esse  di svilupparsi con particolare  estensione e dimensioni.

Dopo gli  anni 80 del ‘900, contestualmente all’abbandono delle coltivazioni agricole tradizionali e al conseguenziale abbandono degli

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