L’imprenditore sciclitano Antonello Firullo (foto sotto) ha scritto al Presidente della Regione Sicilia Schifani, agli assessori Pagana, Amato e Falcone, una lettera dal titolo: “In Sicilia la burocrazia fa più vittime della mafia”.  Ecco il contenuto del documento, qui di seguito:

Da circa un anno mi promuovo per la realizzazione di alcuni complessi turistici nel territorio della mia città, Scicli, bene Unesco in Provincia di Ragusa. Il progetto prevede la realizzazione di importanti strutture turistiche ricettive. Strutture che garantirebbero anche lavoro a molte persone, giovani disoccupati soprattutto. Ebbene tra i progetti da realizzare c’è anche quello del nuovo porto turistico a Donnalucata, borgata marinara di Scicli. Un’opera che darebbe una svolta importante al territorio della mia città, della mia provincia e della Sicilia.

E’ stato dato incarico a professionisti del settore per iniziare l’iter conoscitivo alla realizzazione del nuovo Porto di Donnalucata.

Da un primo esame della situazione emerge che per concludere l’opera del Porto di Donnalucata sono necessari circa dieci anni di tempo. Iniziato l’iter burocratico per ottenere l’autorizzazione necessitano circa 4/5 anni, altrettanto per la costruzione e sempre che non ci siano eventuali “intoppi” burocratici di qualsiasi genere.

La realizzazione di un nuovo porto a Donnalucata è un progetto già commissionato, dieci anni fa circa, dalla Protezione Civile e realizzato, sulla carta, dal Genio Civile Opere Marittime di Palermo. Un progetto che oggi per la sua realizzazione si prevede una stima di spesa che varia dai 26 ai 30 milioni di Euro.

Una situazione che lascia perplesso me quanto gli stessi investitori interessati alla realizzazione.

Da siciliano mi chiedo quale turismo s’intende per la Sicilia quando per realizzare un piccolo porto turistico bisogna attendere circa cinque anni per completare l’iter burocratico? Come posso sperare di convincere gli investitori a confermare la loro scelta per realizzare questi progetti, queste opere così importanti che darebbero solo benefici alla nostra amata terra?

Dieci anni per realizzare un porticciolo turistico, può essere comprensibile solo per il ponte di Messina. Inconcepibile, inaccettabile, direi!!!

Purtroppo è vero che la programmazione dello sviluppo turistico della Sicilia è da sempre avvenuta, da parte della nostra classe politica, senza porre mai la dovuta attenzione alla condizione di insularità che contraddistingue la nostra Regione.

Al riguardo, in Sicilia, diviene quanto mai necessario intervenire in materia di turismo e sostenere delle misure a favore dello sviluppo dell’offerta turistica, in considerazione della valenza strategica che assume il nostro territorio.

Occorre coniugare un processo di semplificazione normativa e introdurre nuovi e importanti elementi tesi a snellire le procedure burocratiche. Un importante segnale anche per le imprese dei nostri territori che riconoscono negli eccessi degli iter burocratici uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo della libera iniziativa economica.

Siamo nel terzo millennio, e mentre i nostri concorrenti che si affacciano sul Mediterraneo si sono già organizzati ad affrontare una domanda turistica sempre più esigente, provvedendo a realizzare, nel rispetto della sostenibilità e con tempi autorizzativi di gran lunga più celeri dei nostri, bellissime opere, noi in Sicilia siamo ancora costretti a convivere con una burocrazia, lunga, assurda e incomprensibile che in molti casi ostacola e non sostiene gli investimenti.

Una burocrazia che non permette alcuno sviluppo in questa terra già abbondantemente martoriata dai disagi generati da un ritardo infrastrutturale che penalizza la nostra capacità competitiva rispetto al resto di Europa.

Una burocrazia che miete più vittime della mafia.

Un sistema che necessita di un immediato cambiamento di rotta, in grado di rilanciare una nuova prospettiva per lo sviluppo turistico e che sappia restituire alla capacità imprenditoriale anche delle nostre micro e piccole imprese, il ruolo centrale di protagonisti della valorizzazione, tutela e sicurezza degli investimenti.