Casa stivalLa polizia Scientifica è tornata questa mattina in via Garibaldi a Santa Croce Camerina, vicino all’abitazione degli Stival e nel negozio di cosmetica,  dotato di telecamere piazzate di fronte al garage dove la mattina del 29 novembre è stata ripresa mentre entrava intorno alle 8.30 Veronica Panarello.  L’occhio elettronico  ha anche ripreso la strada e il portone d’ingresso del palazzo dove abitano gli Stival. Gli investigatori hanno ‘segnato’ a terra 11 punti e hanno eseguito delle misurazioni di porte, balconi, auto e ingressi. L’obiettivo è effettuare  controlli ‘comparativi’ per stabilire l’altezza delle persone riprese dalla telecamera e le loro ‘proporzioni’. Capire quindi se la sagoma, ripresa dalle immagini mentre si allontanava dall’auto della Panarello e s’avvicina verso il portone di casa, è di Loris: anche se è improbabile che a raggiungere solo l’abitazione sia il piccolo di tre anni. Il secondo mazzo di chiavi che la donna, secondo la ricostruzione del giudice per le indagini preliminari Claudio Maggioni ha consegnato a Loris per entrare in casa, è stato trovato quindi è certo che quando la donna è rientrata in casa c’era anche Loris.

L’ipotesi che Veronica abbia agito sola è la pista più accreditata dagli inquirenti.

Loris quando stava per essere strangolato non ha neanche reagito perché non sono stati trovati segni di colluttazione dal medico legale Giuseppe Iuvara. E’ probabile che la madre lo abbia immobilizzato con un cuscino in faccia mentre gli stava stringendo le fascette ai polsi perché nessuno, nel palazzo, ha sentito strillare Andrea Loris.

L’ematoma che il piccolo ha in testa è stato provocato dalla precipitazione nel canale di scolo alto tre metri e non da una botta in testa per stordirlo prima di uccidere. Andrea Loris quando è stato gettato era già morto.  “Ho visto subito che era una caduta artefatta perché non c’era nessuna lesione di precipitazione –  ha spiegato il medico legale Giuseppe Iuvara –  è stato buttato di testa e non ha messo neanche le mani avanti. Lo stesso medico legale non ha nascosto la sua commozione alla fine degli esami autoptici: “Sfido chiunque a rimanere insensibile – ha detto – ne ho visti morti ma con questa dieci anni di vita gliel’ho persi “. Così il medico legale Iuvara.

Nessuna traccia di veleno, né di sonniferi è stata trovata nel sangue. Questo fa ipotizzare che quando Loris è stato strangolato era cosciente.

La salma è stata consegnata al padre Davide  stamattina ed è già stata trasportata in chiesa per i  funerali che saranno celebrati domani alle 15 nella chiesa di San Giovanni Battista a Santa Croce Camerina dal vescovo della diocesi di Ragusa, Mons. Paolo Urso.

  Nessuna telecamere, i giornalisti saranno tenuti a debita distanza dietro le transenne, nel rispetto della volontà della famiglia. Un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato dal prefetto Annunziato Vardè,  è servito anche per stabilire come le forze dell’ordine devono predisporsi per garantire l’ordine in città dove è prevista una gran folla. Il luogo del ritrovamento dl corpo è diventato anche un luogo di culto per turisti e camperisti.

Veronica Panarello non potrà  partecipare ai funerali del piccolo Loris. Nonostante lei insista per potervi assistere, il suo legale, l’avvocato Francesco Villardita, dopo averla incontrata in carcere a Catania, ha ribadito che non presenterà l’istanza per “motivi di opportunità”.  Lei intanto ha preso carta e penna per scrivere una lettera al marito:  Caro Davide, sono amareggiata profondamente dal comportamento che hai avuto nei miei confronti. Come puoi credere che io abbia potuto uccidere nostro figlio?”. “Tu sai che mamma sono stata io e quale affetto abbia avuto per i nostri bambini, è un’atroce sofferenza la morte di Loris, così come atroce sofferenza è la mia carcerazione. Mi sento sola e abbandonata da tutti. Oggi è il compleanno del nostro figlio più piccolo ed anche a lui va il mio pensiero. Sono innocente, assolutamente innocente – conclude Veronica Panarello – ti prego di credermi. Io so che tu nel tuo cuore mi consideri innocente”. Lui invece continua a dire se non avessi creduto alla tesi degli inquirenti ci sarei già andato in carcere.

Viviana Sammito