Il mese di marzo, per i santacrocesi, è quello più atteso ed emozionante: protagonista come sempre, il Patriarca San Giuseppe.

Tradizione che si rinnova ogni anno, grazie all’impegno del Comune, nel valorizzare l’evento più importante dell’anno, con iniziative culturali e di spettacolo, e del Comitato festeggiamenti della Chiesa Madre, che dai mesi precedenti alla festa, mette in moto, in sintonia con i sacerdoti e i parrocchiani tutti, la macchina organizzativa delle attività folkloristiche e delle celebrazioni liturgiche.

Da oggi, martedì 10 è iniziata la Novena: in Parrocchia, il pomeriggio, i fedeli recitano la coroncina popolare e il canto delle litanie giuseppine, meditando sui dolori e le gioie del Santo Patriarca. Ogni sera la Messa è presieduta da un sacerdote della Diocesi di Ragusa, e vi partecipa un gruppo o un’associazione del territorio.

Gli appuntamenti serali quest’anno si concentreranno dal giovedì 12 al sabato 14 marzo.

Giorno 12 alle 19:30 presso la Matrice, si terrà un un concerto-musical “Christi Passio”, organizzato dell’associazione culturale Cantus Novo, composta da più di quaranta membri tra orchestrali e cantori, diretti dal M. Giovanni Giaquinta.

Giorno 13 alle 18, presso via Rinzivillo, in centro, in presenza delle autorità civili, militari e religiose e dell’Associaizone Nazionale Bersaglieri di Santa Croce Camerina, verrà inaugurata l’Esposizione Ortoflorovivaistica e Gastronomica Santacrocese, giunta alla 20^ edizione.

Alle 21:00 in Piazza V. Emanuele II,  l’appuntamento è, con la comica- monologhista catanese Loredana Scalia e con la band di musica leggera Paprika.

La vigilia della festa esterna, giorno 14, la Celebrazione vespertina delle 18:30 sarà presieduta dal Vescovo di Ragusa Mons. Giuseppe La Placa.

Alle 21:30, sarà ospite nella piazza V. Emanuele II, “L’Usignolo di Cavriago”: la grande Orietta Berti, in occasione del suo tour Chi Ama Chiama, a cura della Tolomeo Spettacoli.

Da giovedì 12, sino alla domenica successiva alla festa, 22 marzo, nei vari quartieri della città, sarà possibile visitare le “Cene” allestite, in onore al Santo Patrono, per grazia ricevuta o per voto, da parte delle famiglie , o per tramandare e promuovere questa antica ma viva tradizione, come nel caso delle scuole, del palazzo comunale e di altre istituzioni locali. (Alleghiamo l’elenco completo sotto l’articolo).

Usanze tramandate da secoli, la tavolata realizzata in onore al Santo, segue diverse regole che danno un profondo significato ad ogni elemento presente: su una coperta variopinta, che fa da cornice alla Cena, si fissano delle arance amare e dei limoni. Al centro si sistema un piccolo altare sul quale viene posto un quadro raffigurante la Sacra Famiglia, davanti al quale viene acceso una lampada ad olio “a lampa” e ai lati “u lauri” il grano fatto germogliare al buio. Il tutto viene imbandito con semplicità: piatti caratteristici come “baccalà”, “polpette di riso”, “frittate agli asparagi”, “pastizzi” di spinaci e uva passa, vari tipi di biscotti e dolci come “cubaita”, “torrone”, “scaurati”,”cicirieddi”,”mastazzola”, “mustata”, primizie ortaggi e fiori profumati quali “fresia e balicu”.

L’elemento principale della tavola è il Pane di San Giuseppe, detto anche “pani pulitu”, di diverse e particolari forme simboliche, lavorato e decorato da mani abili ed esperte, entrato a far parte dei beni immateriali della Regione Siciliana il 4 Novembre 2005. Viene servita, a chi raffigura i “Tre Santi”, la tipica Pasta di San Giuseppe: “A principissedda”, dopo il primo piatto, La sacra famiglia,  mangia un po’ di quello che si trova in tavola. Successivamente ciò che rimane, viene distribuito tra parenti e vicini di casa ed elargito ai più bisognosi o all’asta della domenica.

Tra le tipologie del Pane tradizionale abbiamo le seguenti forme: I “Ucciddati”: l’uguaglianza tra gli uomini; “A Spera” : l’ostensorio; “U Vastuni fiorito” : la regalità del Santo;“A Varva”: il volto del Santo; “S. G.” sono le iniziali del Santo.

Anche il resto ha un significato:  L’Acqua indica la grazia ricevuta con il battesimo, ed Il Vino, la benedizione di Dio al lavoro degli uomini.

L’Acqua unita al Vino nelle mani dei Santi, durante il rito, che viene svolto con la proprietaria di casa, prima “che la Cena esca”, è segno della nostra unione a Gesù Cristo. A Lampa rappresenta la fede. U’ Lauri (grano) rappresenta il lavoro umano. Le Arance amare e i Limoni rappresentano le avversità della vita. Le Arance Dolci invece, ci invitano ad avere speranza e fiducia.

Domenica 15: Festa esterna, la mattina si terrà la questua dei doni in giro per il paese con il Comitato Festeggiamenti, gli Scout AGESCI, e la banda cittadina “Risveglio Kamarinense”, cui seguirà la vendita all’incanto in Piazza,  dalle 10:30.

Alle 16:00 il corpo bandistico Kasmeneo di Comiso, e locale Banda cittadina, eseguiranno marce sinfoniche al centro della città.

Alle 17:00 la tanta attesa “Nisciuta”, del venerato simulacro ottocentesco di San Giuseppe; portato a spalla dai devoti portatori, dal transetto sinistro della Chiesa Madre, sino al carrello processionale, posto alla fine della Piazza, tra le acclamazioni e le gioie dei numerosi presenti, verrà accolto con una maestosa scenografia di fuochi pirotecnici e di colorati n’zarieddi, a cura della rinomata Pirotecnica d’Amplo, di Mineo (CT).

Seguirà la lunga processione cittadina sino a tarda serata.

Poco prima del rientro, previsto intorno alle 23, nei pressi di via Mauro-via Micca, il corteo sosterà, per assistere al grandioso spettacolo di fuochi pirotecnici magistralmente realizzato dalla medesima ditta menenina, in zona Passamano.

Altre iniziative ed appuntamenti religiosi seguiranno nella settimana successiva: in particolare citiamo

– l’Uscita della Cena, allestita a Palazzo del Cigno, a cura dell’Amministrazione comunale, dei dirigenti e degli impiegati comunali, Lunedì 16 alle 12:30.

– Le Sante Messe in onore a San Giuseppe, nella solennità del 19 marzo: alle ore 8-11-18:30 in Chiesa Madre.

Per visionare le numerose iniziative e i diversi appuntamenti liturgici, consigliamo di visitare la pagina facebook del Comitato festeggiamenti patronali

Dario Di Martino