Sanità a Ragusa: Pronto Soccorso sold out, carenza di ambulanze e barelle, esami urgenti prenotati a giugno 2026
- 14 Gennaio 2026 - 9:30
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“Lo stupore dei vertici dell’ Asp a fronte degli innumerevoli abusi e disservizi nei pronto soccorso, durante le festività natalizie, non ci ha sorpreso affatto.
A dire il vero la tendenza a considerare marginali alcune gravi criticità (mancanza di barelle, ambulanze bloccate per ore ed ore, gestione approssimativa dei casi meno urgenti, sistema informatico inaccurato, ecc..) denota la sostanziale inadeguatezza gestionale.” Inizia così l’ultima nota stampa in ordine di tempo a firma del dott. Rosario Gugliotta, presidente del Comitato Civico Articolo 32.
Gugliotta, per conto del Comitato scrive: “Nonostante l’assenza di strategie organizzative, per fronteggiare le criticità, dobbiamo rilevare che medici, infermieri e personale ausiliario hanno confermato un encomiabile spirito di abnegazione. Vogliamo sperare che la recente decisione di prolungare fino al 30 giugno alcuni incarichi per la medicina di emergenza – urgenza venga accompagnata anche da altre misure organizzative. Ma la questione pronto soccorso è soltanto un aspetto dell’emergenza.
Fino a quando i ritardi nelle prestazioni essenziali, chiaramente definiti dalle norme, non tracimeranno nell’interruzione di pubblico servizio ?
Nella gestione del caso che segnaliamo la risposta dell’azienda sanitaria non ha alcuna giustificazione, anzi si potrebbe configurare come violazione degli obblighi di legge.
Alla Signora T. M. il medico curante ha prescritto un esame da eseguire al più presto entro 10 giorni. All’utente, invece è stato assegnato un appuntamento dopo sei mesi!
Si tratta di un dolore epigastrico, in un soggetto affetto da epatite cronica, che implica problematiche complesse per la salute – si legge nel comunicato stampa -. La legge impone che nel caso non si possano rispettare i tempi di attesa, previsti dai medici, l’azienda sanitaria deve inoltrare la prenotazione ad una struttura convenzionata con addebito all’utente soltanto del costo del ticket.
Perché, ancora una volta, si oltraggia il diritto all’assistenza?
Il ritardo nel processo di accertamento diagnostico si può configurare come interruzione di un percorso di cura. I vertici dell’azienda sanitaria sono sicuri di non doverne rispondere davanti l’Autorità Giudiziaria?
La strategia delle lunghe attese, induce i cittadini a rivolgersi alle strutture a pagamento, agevola i redditi più alti oppure costringe alla rinuncia delle cure.
Le soluzioni per accorciare, almeno parzialmente, le liste di attesa sono possibili. Il collegamento tra i sistemi di prenotazione del servizio pubblico e strutture convenzionate perché non è sistematicamente applicato?! Quali interessi si celano dietro abusi e disservizi?!













