«Non sono ospite, ma padrone di casa». Queste le parole del Vescovo della diocesi di Noto, mons. Salvatore Rumeo, che ieri ha voluto assistere ai festeggiamenti di San Giorgio a Modica.

Rumeo trova che alcuni punti della festa, devono essere rivisti, la celebrazione avrebbe progressivamente assunto un carattere più folkloristico che religioso, mancano i veri momenti di preghiera e raccoglimento; il fulcro della festa è la parte folkloristica. «Non si tratta più di una processione, ma di un corteo. L’identità spirituale dell’evento rischia di essere oscurato da dinamiche estranee alla tradizione liturgica», ha dichiarato il Vescovo di Noto durante una intervista rilasciata a Video Mediterraneo.

Tra le feste da “rivedere”, secondo Mons. Rumeo, ci sarebbe anche la festa del “Gioia” di Scicli: processione troppo lunga, senza momenti momenti di preghiera, con percorso scelto più per esigenze esterne che per motivazioni spirituali.