Confconsumatori ha riscontrato un notevole incremento di azioni giudiziarie ed extragiudiziarie di recupero dei crediti NPL (Non Performing Loans, crediti deteriorati) ceduti dalle Banche ad altri operatori finanziari. Si tratta di ingiunzioni che non solo appaiono inopportune, considerato il difficile momento socio-economico, ma che – soprattutto – spesso presentano anomalie o inesattezze tali da renderle spesso contestabili, se non nulle. Confconsumatori ha chiesto, pertanto, un intervento normativo che sospenda temporaneamente le ingiunzioni e invita i consumatori ad approfondire le richieste prima di pagare.

LE ANOMALIE REGISTRATE

In seguito alle segnalazioni dei consumatori Confconsumatori ha rilevato che le ingiunzioni pervenute nell’ultimo periodo presentano diverse anomalie: il riferimento, ad esempio, a crediti ormai prescritti o inesistenti, perché già pagati dal debitore (magari in forza di un pregresso accordo transattivo). In più, nella quasi totalità dei casi, gli interessi passivi sono spropositati, non dovuti per legge o per contratto e i conti correnti sono rimasti aperti al solo fine di produrre ulteriori interessi, quindi il debitore ha la facoltà di contestare il quantum richiesto.




GLI STRUMENTI DI TUTELA

Per molte di queste richieste sono già partite azioni giudiziali per accertare l’inesistenza del credito sollecitato e ceduto. In diversi casi, poi, i debitori hanno anche la possibilità di risolvere la questione attraverso le procedure di risoluzione della crisi da sovraindebitamento, anche se,

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