Secondo le indicazioni della ministra Azzolina, “per non lasciare indietro nessuno” occorrerebbero ingenti misure economiche per perseverare con la DAD (Didattica a Distanza), il che equivale a dire, da misura tampone, farla diventare la didattica istituzionale della scuola italiana.

Se vogliamo che la scuola italiana prosegua, rigida come una marionetta, “solo” per gli studenti “fortuitamente” dotati di pc, tablet e connessione illimitata, altresì già coscientemente volenterosi e dediti allo studio SIAMO SULLA BUONA STRADA.

Ma se ipotizziamo una scuola così, faccio solo un esempio, la SCUOLA DELL’INFANZIA verrà ad essere praticata da nonni pazienti in quanto ai genitori adesso toccherà andare a lavorare. E che fine faranno le famigerate classi pollaio della Primaria?

Posto che, per una lezione didatticamente efficace di “Didattica a Distanza”, occorre che “gli apprendenti” abbiano già conseguito vari step di autonomia (fattore non realizzabile se non intorno agli 8-10 anni) e sappiano soprattutto già leggere e scrivere, elemento questo che escluderebbe quindi a priori almeno le prime tre classi della Scuola Primaria, va da se’ che canalizzare adesso le risorse che si riusciranno a trovare ad uso esclusivo della DAD sarebbe uno spreco economico indiscriminato e non ragionato in quanto realizzerebbe di certo una scuola selettiva per ceto e, relativamente all’integrazione dei vari ordini e gradi, assai confusa e incompiuta, in sintesi una scuola obsoleta, almeno nei valori, prima ancora di nascere, ove di macerie già precedentemente create se ne contano già tante.




Se vogliamo trarre positività da questa sciagura universale necessita invece ridisegnare il paradigma del sistema scolastico su più fronti, a iniziare da un democratico confronto tra i vari soggetti che in essa agiscono. Perché quindi non convocare gli Stati generali della Scuola e le Associazioni, per una avveduta e ponderata riflessione su quanto sta succedendo e le misure da prendere? Noi del Movimento24agosto chiediamo a tal scopo un primo incontro con la Ministra Azzolina per ripensare alla situazione edilizia che cancelli definitivamente le classi pollaio, strutturare adeguatamente le aule alle nuove esigenze, mettere in sicurezza gli istituti scolastici: porre insomma le basi per ciò che crediamo essere una equa formazione scolastica italiana, con didattica “di presenza”.

Alessandra Di Natale