Ragusa – Sanità gestita male: malato oncologico, visita di controllo a febbraio 2027
- 8 Marzo 2026 - 9:22
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Liste d’attesa infinite, cittadini esasperati, cure rinviate. Ormai è la prassi in provincia di Ragusa. Una nuovo caso, viene “denunciato” dal Comitato Civico Articolo 32. E’ quello del signor B.A., malato oncologico e classificato nel sistema sanitario con il codice 048.
Durante il percorso di monitoraggio il medico prescrive una visita di controllo. Il paziente si rivolge al cup. Ora fate attenzione: la visita di controllo per il malato oncologico è stata trattata come una banalissima prestazione di scarsa rilevanza. Infatti il 26 febbraio 2026 a fronte di una richiesta, con esplicita indicazione di tumore al colon, ottiene la prenotazione per l’ 8 febbraio 2027.
“Dall’esame della documentazione emerge un intollerabile abuso”, scrive Rosario Gugliotta del Comitato Civico Artico 32.
“Possibile che l’accesso ai servizi sanitari sia gestito con tale colpevole sciatteria e pressapochismo?! Possibile che allo sportello non ci siano persone capaci di leggere una ricetta e segnalare alla dirigenza la necessità di garantire tempi ragionevoli ad un cittadino che non gode delle giuste amicizie?!” – ancora Gugliotta, che aggiunge -: “Possibile che nessuno muova un dito per superare questo stato di cose?! Si rendono conto i vertici aziendali di cosa può accadere durante un anno di attesa per una visita oncologica?! L’articolo 32 della Costituzione è ancora in vigore, anche se qualcuno ha già deciso che va abolito nella pratica quotidiana”, conclude Gugliotta.
Sono sempre di più i casi di cittadini che per ottenere una visita o un esame devono effettuare un percorso a ostacoli. Lunghe liste, tempi per le cure che si allungano. E poi accade il paradosso: se paghi, improvvisamente tutto è disponibile. Il medico c’è. La sala c’è. L’esame c’è.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: persone costrette a rivolgersi alla sanità privata oppure a rinunciare alle cure. Non per scelta, ma per necessità. E non si tratta di episodi isolati.
Anche il Ministro è intervenuto lo scorso anno sul problema, e lo ha detto senza giri di parole: non è solo scorretto. È disumano. Perché colpisce chi è più fragile, chi non può permettersi di pagare, chi ha bisogno di cure e tempo non ne ha.
La legge esiste. Prevede che, quando i tempi massimi vengono superati, le prestazioni debbano essere garantite comunque, al prezzo del ticket. Ma troppo spesso questa regola resta lettera morta, ignorata nelle corsie e applicata solo nei documenti ufficiali.
Il problema non è la sanità che manca. È la sanità gestita male. Le regole ci sono. Chi le aggira, questa volta, se ne assuma la responsabilità.













