Il macellaio ragusano che lo scorso 4 Novembre ha inscenato il ritrovamento di un neonato a Ragusa e di cui potrebbe essere il padre resterà agli arresti domiciliari. Così ha deciso il giudice Eleonora Schininà che ha sciolto la riserva respingendo le richieste dell’avvocato Michele Sbezzi, che difende l’uomo e che aveva chiesto la revoca dei domiciliari o in subordine l’applicazione di una misura meno restrittiva che potesse permettergli di lavorare. L’avvocato ha già presentato ricorso al Tribunale del Riesame di Catania.

Anche se rimane ancora tutto da confermare, il neonato sarebbe il frutto di una relazione tra l’indagato, 59 anni, e una donna di 41, rapporto che tra i due si era interrotto circa sei mesi fa. Sarà infatti l’esame comparativo del Dna sui campioni del bambino e del presunto padre a risolvere il caso. Anche la donna è indagata.