Nel 1861 con l’istituzione del Regno D’Italia le province italiane erano solo 59, man mano che passavano gli anni il loro numero cresceva in modo esponenziale, ma per almeno 50 anni, fino cioè al periodo fascista, il numero delle province italiane restò fermo a 69.

Nel 1927 fu emanato il Regio Decreto di “Riordinamento delle circoscrizioni provinciali” che portò all’istituzione di 17 province tra le quali quella di Ragusa.

Fu l’avvocato Filippo Pennavaria nel 1926, ragusano di nascita, classe 1891, a battersi affinchè al Governo si scegliesse Ragusa come ultima provincia, in termini di posizione geografica, e non Modica, allora Contea, come a molti sembrava più giusto (da qui il famoso  detto “ Rausa provincia e Muorica ‘sta mincia”).

Alla fine i dati, sia economici che demografici, diedero ragione della scelta del capoluogo della provincia più bassa d’Italia ovvero Ragusa.

Con lo Statuto della Regione Siciliana del 1946, le circoscrizioni provinciali siciliane vengono soppresse e sostituite da liberi consorzi  comunali denominati in seguito “province regionali” con Legge Regionale n. 9 del 1986.

Ieri mattina, 20 Luglio 2012, il Consiglio dei Ministri ha definito i criteri per il riordino delle province, dimensione territoriale e popolazione residente, previsti dal decreto sulla “spending review”.

Nel comunicato stampa al termine del Consiglio dei ministri di ieri si legge:

“In base ai criteri approvati, i nuovi enti dovranno avere almeno 350mila abitanti ed estendersi su una superficie territoriale non inferiore ai 2500 chilometri quadrati. Nei prossimi giorni – si spiega – il Governo trasmettera’ la deliberazione al Consiglio delle autonomie locali (Cal), istituito in ogni Regione e composto dai rappresentanti degli enti territoriali (in mancanza, la deliberazione verra’ trasmessa all’organo regionale di raccordo tra Regione ed enti locali). La proposta finale sara’ trasmessa da Cal e Regioni interessate al governo, il quale provvedera’ all’effettiva riduzione delle province promuovendo un nuovo atto legislativo che completera’ la procedura”. “Le nuove province – si aggiunge nel comunicato – eserciteranno le competenze in materia ambientale, di trasporto e viabilita’ (le altre competenze finora esercitate dalle Province vengono invece devolute ai Comuni, come stabilito dal decreto ‘Salva Italia’). La soppressione delle province che corrispondono alle Citta’ metropolitane – 10 in tutto, tra cui Roma, Milano, Napoli, Venezia e Firenze – avverra’ contestualmente alla creazione di queste (entro il 1° gennaio 2014)”.

Ragusa è una delle province più piccole d’Italia, si estende su una superficie di 1614 Kmq e conta circa 317mila abitanti, quindi è fuori dai giochi poichè manca dei due requisiti richiesti dal consiglio dei ministri per rimanere in auge.

Ragusa sarà accorpata a Catania, le nuove province eserciteranno le competenze in materia ambientale, di trasporto e viabilità, le altre competenze finora esercitate dalle Province vengono invece devolute ai Comuni, come stabilito dal decreto “Salva Italia”.

In Sicilia dalle 9 province attuali si passerà a 4, e  cioè Palermo, Agrigento, Catania e Messina, secondo i nuovi parametri saranno soppresse Caltanissetta, Enna, Ragusa, Siracusa e Trapani.

Margaret Migliore