“La riorganizzazione della rete ospedaliera 2025/2027, concordata tra Regione e conferenza dei sindaci, per la provincia di Ragusa si rivela un grande imbroglio. Strombazzare il risultato di un lieve taglio,  di appena 22 posti letto in meno, è un vero e proprio falso ideologico perché non corrisponde alla realtà. E’ noto, infatti, che rispetto alla  pianificazione definita nel 2019, di 865 posti letto, nei fatti in provincia mancano il 25% dei posti.” Ad affermare ciò, in un comunicato stampa, è Sinistra Italiana federazione di Ragusa – Osservatorio Equità e Diritti

Nella nota si legge: “La provincia di Ragusa è al di sotto della media regionale e nazionale (3,1)  e la divide un abisso rispetto ai 7 della Germania e ai 5 della Francia.

La riduzione progressiva dei posti letto, il ridimensionamento degli ospedali di Scicli e Comiso, sono la premessa per un ulteriore peggioramento del sistema sanitario pubblico in concomitanza con l’aumento di anziani e persone fragili.

La carenza di posti letto nei reparti si ripercuote sui tempi di permanenza nei pronto soccorso, accresce le  tensioni,   e rende pressoché impossibili le condizioni di lavoro dei pochi medici e infermieri addetti ai casi di emergenza-urgenza.

Anche la tanto sbandierata strategia di potenziamento della medicina territoriale (case della salute, ospedali di comunità, ecc.) si è rivelata una gigantesca  occasione per realizzare opere edili finanziate con i prestiti europei del PNRR. Infatti si tace che il giorno dopo il taglio del nastro le strutture rimangono vuote per carenza di medici e infermieri.




In Sicilia – si legge ancora nel comunicato di Sinistra Italiana federazione di Ragusa-Osservatorio Equità e Diritti -, inoltre, non è stato stipulato nessun accordo integrativo per il riconoscimento economico dei medici di base che, tra l’altro, dovrebbero essere impiegati nelle nuove strutture territoriali.

Insomma  annunci pubblicitari, improvvisati per nascondere caos e inesistente progettazione  operativa,  e la  lottizzazione, a favore dei vassalli del governo regionale, hanno determinato un sistema regionale peggiore  rispetto al contesto nazionale.

In questo quadro anche in provincia di Ragusa si denota una sostanziale inadeguatezza dei vertici manageriali, che vendono fumo, e regna  il silenzio tombale  dei parlamentari  che sostengono il governo Schifani.”