“Condivido pienamente le preoccupazioni espresse dal consigliere comunale Rocco Bitetti sulla mancata attivazione della guardia medica a Marina di Ragusa. Le sue considerazioni meritano particolare attenzione perché arrivano da un medico che conosce bene il funzionamento dell’assistenza territoriale e le reali esigenze dei cittadini. È una vicenda che non può essere derubricata a una semplice difficoltà organizzativa. Stiamo parlando del diritto alla salute e di un servizio essenziale per una consistente e nutrita frazione della città, abitata tutto l’anno da migliaia di persone e che durante la stagione estiva vede aumentare in maniera esponenziale il numero di residenti, turisti e villeggianti.” Lo afferma Filippo Angelica, Coordinatore cittadino Italia Viva – Casa Riformista Ragusa (nella foto sotto).

Nella nota stampa Angelica scrive ancora: “Ciò che mi preoccupa ancora di più è il clima che si è creato attorno a questo presidio sanitario. Ci sono cittadini che si sono rivolti alla guardia medica di Marina di Ragusa e si sono visti sbattere la porta in faccia, arrivando perfino a sentirsi aggrediti da chi, invece, avrebbe dovuto accoglierli e assisterli. Se questi episodi vengono raccontati da cittadini che chiedono soltanto di essere curati e ascoltati, allora siamo davanti a fatti che non possono essere ignorati.

La guardia medica deve essere il primo presidio a tutela del diritto alla salute. Deve essere un luogo in cui il cittadino trova assistenza, rispetto e umanità. Se accadono episodi come quelli che ci sono stati segnalati, con cittadini che denunciano di essersi visti sbattere la porta in faccia e di essersi sentiti perfino aggrediti, è inevitabile che altri cittadini abbiano paura di rivolgersi alla guardia medica. È il segno di una frattura gravissima del rapporto di fiducia tra sanità e cittadini.

La vicenda diventa ancora più grave perché un cittadino – si legge ancora nel documento -, dopo avere vissuto quella esperienza, ha formalmente chiesto di essere ricevuto dal manager dell’Asp, Giuseppe Drago, per denunciare quanto accaduto. Quella richiesta è stata completamente ignorata. Non stiamo parlando di una lettera rimasta senza risposta. Stiamo parlando di un cittadino che chiedeva di denunciare un fatto gravissimo e che si è trovato davanti all’indifferenza di chi ha il dovere di dirigere un’azienda sanitaria.”

Angelica afferma ancora: “È proprio questa indifferenza che considero inaccettabile. Un manager non può limitarsi ad amministrare. Deve ascoltare. La capacità di ascolto è parte integrante del suo ruolo. I primi interlocutori del management dell’Asp devono essere i cittadini, perché sono loro a vivere ogni giorno i servizi sanitari, a poterne testimoniare i punti di forza ma anche le criticità. Se manca questa capacità di ascolto viene meno uno degli elementi fondamentali per svolgere quel ruolo.

Trovo francamente incomprensibile che si riesca a trovare il tempo per partecipare a inaugurazioni, conferenze stampa e tagli di nastro e non si trovi invece il tempo per ricevere un cittadino che chiede di denunciare un episodio tanto grave. Le priorità dovrebbero essere altre. Prima vengono i problemi delle persone, poi tutto il resto.

Non è una battaglia personale contro il manager dell’Asp e non ci interessa alimentare polemiche fini a sé stesse. Ci interessa che venga ripristinato il rispetto dovuto ai cittadini e che venga garantito il diritto alla salute. Quando un cittadino arriva ad avere timore di rivolgersi alla guardia medica perché teme di non essere ascoltato o addirittura di essere trattato in modo inaccettabile, significa che qualcosa si è spezzato e che occorre intervenire immediatamente.

Chi guida un’Azienda sanitaria – ancora Angelica – ha il dovere di affrontare questi problemi con responsabilità, presenza e capacità di ascolto. Se tutto questo viene meno, è legittimo domandarsi se vi siano ancora le condizioni per svolgere quel ruolo nel modo che i cittadini meritano.”