E’ stata una manifestazione partecipata quella che si è svolta oggi a Ragusa contro la dismissione di Eni Versalis e la relativa chiusura prevista per il 31 dicembre prossimo.

A Ragusa confederali uniti, ma anche a Siracusa Cgil e Uil in sit in allo stabilimento di Priolo, mentre la Cisl in presidio in prefettura a Siracusa.

Sulla vicenda è intervenuto anche il Vescovo di Ragusa, Mons. Giuseppe La Placa, che nel ribadire la propria vicinanza alle famiglie e ai lavoratori dell’impianto e dell’indotto, sollecita l’Eni, anche con il supporto del Governo, a valutare ogni ipotesi che possa garantire continuità produttiva al sito di Ragusa, magari sviluppando nuove linee in grado di assicurare una chimica più sostenibile e attenta alle esigenze dell’ambiente.

Il presule, assieme all’Ufficio diocesano per la Pastorale sociale e il lavoro, segue con grande preoccupazione l’evolversi della situazione dopo la notizia che la Eni Versalis intende chiudere la produzione dello stabilimento di Ragusa il prossimo 31 dicembre.

“In linea con quanto affermato dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali e datoriali nel corso della manifestazione di oggi, anche la Chiesa di Ragusa non accetta il disimpegno di una multinazionale delle dimensioni di Eni e l’impoverimento del tessuto industriale e delle tante imprese anche a conduzione familiare che traggono linfa dall’indotto. La presenza al corteo anche degli studenti dell’istituto industriale di Ragusa è un segnale di come Eni sia uno dei perni sui quali assicurare un presente produttivo e un futuro alla nostra economia”, afferma La Placa.

A tutte le parti politiche, istituzionali e imprenditoriali, il Vescovo chiede di rappresentare le esigenze di un territorio che non può permettersi di negare ai lavoratori e ai giovani la certezza del presente e la speranza del future.

Foto: Salvo Bracchitta