Ragusa – E’ morto il giornalista Giovanni Pluchino: il marinaio che fa il malizioso “piedino” a Stefania Sandrelli
- 5 Luglio 2026 - 9:00
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Giornalismo in lutto in provincia di Ragusa: è morto ieri a Ragusa Giovanni Pluchino. Aveva 91 anni.
Giornalista conosciuto e stimato, storico collaboratore del quotidiano La Sicilia. Una lunga carriera da corrispondente, iniziata nel 1955. Era stato, inoltre, capo ufficio stampa dell’Amministrazione provinciale di Ragusa, fondatore e direttore della rivista bimestrale “La Provincia di Ragusa”. Ex giocatore di basket.
Tra le tante cose fatte, anche il cinema, lo ricordiamo quando nel ruolo di un giovane e aitante marinaio con discrezione fece il piedino alla bella Stefania Sandrelli in “Divorzio all’italiana”. Nell’estate del ’61 il regista Pietro Germi gira nell’area iblea il film Divorzio all’italiana, con protagonisti Marcello Mastroianni e Stefania Sandrelli. Alcune comparse vengono scelte in loco. Al giovane giornalista Gianni Pluchino, tocca il ruolo del giovane marinaio che, nella scena finale, accompagna in barca i due neo sposi. Pietro Germi giunse a Ragusa grazie a Enzo Battaglia che era il suo aiuto regia. Fu lui a fargli conoscere Ibla. Germi ne rimase affascinato tanto da trasformarla in set del film.
Gianni Pluchino alcuni anni fa ha raccontato in una intervista come è avvenuta la sua partecipazione al noto film:
Ero già giornalista de ‘La Sicilia’ e incontravo la troupe al Jolly Hotel dove alloggiavano. Una sera in cui ero a cena con Pietro Germi, il regista mi disse che cercava per il film un giovane aitante, abbronzato e sportivo. Io che allora giocavo a pallacanestro, gli mandai tutti i miei compagni di squadra della Virtus Ragusa. Qualche sera dopo, sempre a cena, chiesi a Germi: “Come è andata?”. Mi guardò sornione: “Ma lei è libero Venerdì prossimo”. “Sì, perché?”. “Deve venire con noi a Taormina”. Non avevo capito nulla. Fu Odoardo Spadaro a spiegarmi che dovevo ‘fare la manina’ con la protagonista in una scena del film. Così mi portarono alla Rinascente di Catania e mi comprarono un paio di pantaloncini e una maglia a strisce.
L’indomani partimmo per Taormina e iniziarono le riprese. Lunghe e snervanti. Tu pensa che quella scena di circa un minuto, fu girata ripetutamente per ben cinque ore sotto il sole cocente. Tra l’altro, Germi aveva cambiato idea e adesso dovevo fare ‘il piedino’. E non era mai soddisfatto e ripeteva ad ogni ciak ‘morbidezza, morbidezza!’ mentre il sole picchiava e la stanchezza mi assaliva (ma Marcello Mastroianni se ne stava in coperta e compariva solo all’ultimo momento).
Finalmente terminammo e, mentre ritornavamo in albergo a Taormina, una signora – credendomi un divo del cinema – mi elargì un festoso ‘ciao bello’; ma io ero tanto distrutto dalle cinque ore di ripresa e stressato che, voltatomi, la apostrofai con un ‘ma va a quel paese!’.
Quando il film uscì a Ragusa andai a vederlo con gli amici. Però non sapevo dove fosse inserita la scena: così, mentre scorreva il film, mi sorgeva il sospetto che fosse stata tagliata. Potevo mai pensare che fosse la scena finale!
Nel 2003 Gianni Pluchino “G.P.” ha ricevuto il Premio Nazionale del Calcio Siciliano alla carriera per la categoria giornalisti sportivi che per decenni ha rappresentato al meglio.
“Con profondo cordoglio Virtus Ragusa comunica la scomparsa di Giovanni Pluchino. Stimato giornalista, attento conoscitore del territorio, uomo di sport, tifoso e Virtussino anche da atleta. A tutta la sua famiglia ed al nostro Giovanni Tumino, nipote di Giovanni Pluchino, vanno le nostre più sentite condoglianze.” Così in un post sulla pagina Facebook la società sportiva.
Con la sua dipartita va via una fetta importante del giornalismo sportivo e di cronaca della nostra provincia.
Alla moglie, la signora Liliana e ai familiari, le condoglianze del nostro giornale.













