Ragusa – Dipendenti comunali sospesi, Cassì: “Ci riserviamo di valutare la costituzione del Comune come parte civile”
- 15 Maggio 2024 - 14:50
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“Abbiamo appreso dalla stampa la notizia di sospensione dall’esercizio di pubblico ufficio per due operatori comunali, nell’ambito di un’indagine per presunte irregolarità nella concessione di residenza anagrafica a stranieri.
Se dimostrato, il reato lederebbe gravemente la reputazione del nostro Municipio; per questo ci riserviamo di valutare la costituzione del Comune di Ragusa come parte civile”. Lo ha dichiarato stamane il sindaco di Ragusa Peppe Cassì.
Stamattina abbiamo pubblicato la notizia (leggi qui) dell’operazione svolta alle prime luci dell’alba dalla Polizia di Stato di Ragusa, verso coloro che uilizzavano 13 abitazioni di Ragusa per il tempo necessario per permettere a migranti, prevalentemente tunisini, in cambio di “corpose somme di denaro”, di ottenere, tramite la complicità di due operatori comunali, la residenza anagrafica, indispensabile per la presentazione di istanze di rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno o anche per il ricongiungimento familiare.
A usare questa tecnica sei persone, raggiunte da un provvedimento cautelare emesso dal gip su richiesta della locale procura, su indagini della Polizia, che ipotizza il reato di favoreggiamento dell’ingresso e della permanenza sul territorio nazionale di extracomunitari.
Tre indagati, compresa una donna, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari; un’altra donna all’obbligo di dimora nel Comune di Ragusa; per due operatori comunali è scattata la sospensione dell’esercizio di un pubblico ufficio o servizio. Quest’ultimi due, secondo l’accusa, “a fronte della corresponsione di denaro omettevano di eseguire la verifica, limitandosi a dei controlli blandi e superficiali comunicando successivamente all’ufficio anagrafe il superamento dell’accertamento, in virtù del quale veniva successivamente concessa la residenza anagrafica nel Comune di Ragusa”.
L’inchiesta si basa su indagini della Squadra Mobile della Questura di Ragusa.













