Ragusa – Aggressioni al “Giovanni Paolo II”, Nursind: “Medici e infermieri costretti a lavorare in condizioni difficili” | La replica dell’ASP
- 14 Maggio 2026 - 15:12
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Diversi episodi di violenza sono avvenuti al pronto soccorso del “Giovanni Paolo II” di Ragusa: due pazienti psichiatrici in escandescenza e un padre che ha schiaffeggiato un infermiere perché al figlio non era stata data la priorità nella visita. Una situazione ormai ritenuta intollerabile quella registrata al pronto soccorso dell’ospedale di Ragusa, dove cresce l’allarme sicurezza tra medici, infermieri e operatori sanitari.
Dopo gli ultimi episodi è intervenuto il Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, che parla apertamente di una vera emergenza e accusa l’Asp di avere sottovalutato per troppo tempo il problema delle aggressioni nei reparti di emergenza-urgenza.
Secondo il sindacato, medici e infermieri sarebbero costretti quotidianamente a lavorare in condizioni sempre più difficili tra sovraffollamento, carenza di personale, lunghe attese e continue tensioni. Una situazione che, secondo il Nursind, espone gli operatori sanitari a rischi costanti senza adeguati strumenti di protezione e senza misure realmente efficaci sul fronte della prevenzione.
Il sindacato ha espresso solidarietà al sanitario rimasto ferito durante una delle aggressioni e sottolinea come gli episodi di violenza nei pronto soccorso si stiano ormai ripetendo con preoccupante frequenza.
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente provinciale dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche, Gaetano Monsù, che parla di un clima ormai pesantissimo per chi lavora nell’emergenza-urgenza. Monsù esprime vicinanza personale al collega aggredito e sottolinea l’aspetto umano e psicologico vissuto dagli operatori sanitari, costretti a svolgere il proprio lavoro in un contesto segnato da crescente tensione e paura.
LA NOTA DELL’ASP DI RAGUSA
Oggi una nota dell’ASP di Ragusa ribadisce piena solidarietà agli operatori coinvolti e ribadisce la più ferma condanna di ogni forma di violenza, fisica o verbale, nei confronti del personale sanitario. La Direzione strategica, tuttavia, manifesta stupore rispetto ai rilievi mossi dal NURSIND, alla luce dell’impegno costante dell’Azienda sul tema della sicurezza e dell’incontro avuto con gli stessi rappresentanti sindacali, durante il quale sono state illustrate le misure adottate per rafforzare la protezione degli operatori nei presidi di emergenza-urgenza.
Negli ultimi anni, infatti, sono state attivate diverse iniziative, in raccordo con le istituzioni competenti e con le Forze dell’ordine. Tra queste, l’istituzione del Posto di Polizia negli ospedali “Guzzardi” di Vittoria, operativo dal marzo 2023, e “Giovanni Paolo II” di Ragusa, dal marzo 2026. Attraverso la Questura, il servizio garantisce una presenza nelle ore diurne, dalle 8 alle 20, dal lunedì al sabato, contribuendo al presidio delle aree più sensibili e al rafforzamento della sicurezza nei contesti di maggiore afflusso.
A ciò si aggiunge il servizio di vigilanza armata nei tre presidi ospedalieri aziendali di Ragusa, Vittoria e Modica, aggiudicato lo scorso dicembre dalla Centrale Unica di Committenza per la durata di cinque anni. Per il lotto n. 11 è risultato aggiudicatario un raggruppamento temporaneo di imprese che garantisce il servizio di stazionamento e vigilanza armata h24 all’ingresso dei Pronto soccorso.
L’aggiudicazione ha consentito anche l’implementazione del sistema di videosorveglianza, oggi collegato h24 con la Centrale operativa di vigilanza armata di Catania. Le telecamere sono posizionate sia all’interno dei presidi, con particolare attenzione alle sale d’attesa e alle camere calde, sia nelle aree esterne, così da rafforzare il monitoraggio dei punti maggiormente esposti.
A Ragusa, inoltre, sono in corso i lavori per l’ampliamento del Pronto soccorso del “Giovanni Paolo II”, su una superficie di circa 300 metri quadrati. Il nuovo corpo dell’edificio sarà collegato agli attuali locali dell’emergenza-urgenza e al nuovo reparto di Terapia intensiva. La nuova area potrà ospitare tre posti letto di terapia sub-intensiva o, all’occorrenza, ambulatori dedicati, e garantirà percorsi separati per la presa in carico in sicurezza dei pazienti a rischio infettivo.
La Direzione sta intervenendo, inoltre, sul piano organizzativo. Va in questa direzione l’avvio delle procedure per l’attivazione delle Discharge Room, aree dedicate ai pazienti già dimissibili, clinicamente stabilizzati, che attendono il completamento delle procedure di uscita, il rientro a domicilio o il trasferimento verso altre strutture. Si tratta di un modello organizzativo già adottato in altre realtà sanitarie per favorire il flusso in uscita dall’ospedale, liberare più rapidamente i posti letto nei reparti e agevolare i ricoveri dei pazienti provenienti dal Pronto soccorso, contribuendo così alla riduzione del sovraffollamento. In questo quadro si inserisce l’indicazione aziendale di procedere, ove possibile, alle dimissioni entro e non oltre le ore 12 di ogni giorno.
L’ASP conosce bene la complessità dei servizi di emergenza-urgenza e continuerà ad agire con misure concrete per tutelare chi lavora in prima linea. La sicurezza degli operatori è una responsabilità prioritaria dell’Azienda, insieme alla garanzia di un’assistenza ordinata, tempestiva e sicura per i cittadini.













