Prevenzione della scoliosi nei bambini e nell’età adolescenziale: la diagnosi precoce è determinante per intervenire in tempo ed evitare danni maggiori ai ragazzi e conseguenze permanenti anche nell’età adulta.

A Ragusa, è stato installato un robot, unico nel suo genere in Sicilia e nel meridione. Si chiama “Ortis Pro2”: è stato collocato all’interno dello stabilimento produttivo dell’officina ortopedica Orthom, convenzionata con il sistema sanitario nazionale e Inail. Esso consente di realizzare dispositivi medici, tra cui protesi e ortesi, più avanzati e funzionali per correggere i difetti della postura.  Si tratta di un innovativo sistema di produzione che da un blocco di materiale grezzo come legno, plastica o metallo, è in grado di realizzare qualsiasi oggetto progettato in 3D. La progettazione è affidata al dottor Pietro Di Falco, fondatore e direttore tecnico di Orthom ed al suo team di bioingegneri, podologi e tecnici ortopedici.




Gli ultimi due anni, dall’inizio della pandemia, hanno provocato conseguenze devastanti per il settore sanitario dell’ortopedia: molte cure o controlli preventivi, sono stati rinviati per far fronte all’emergenza.

«Il Covid ha avuto effetti devastanti nel nostro settore – spiega Pietro Di Falco – In questi mesi mi sono accorto di quali effetti devastanti ha prodotto il rinvio delle visite specialistiche per molti ragazzini. Ed io mi trovo sempre più spesso con casi di scoliosi di adolescenti che rischiano di finire sotto i ferri chirurgici. Spesso, quando i pazienti arrivano nel nostro centro ortopedico, è troppo tardi. Vedo sempre più raramente patologie in stadio precoce e sempre più casi in stadi avanzati e ormai alle porte dell’intervento chirurgico, quella via cruenta che un corretto approccio ortesico, nella stragrande maggioranza dei casi, può scongiurare. La scoliosi può peggiorare più di un grado al mese, immaginate dopo mesi di DAD, lockdown e inattività come queste patologie, altamente evolutive, stiano peggiorando».




Per questo, Pietro Di Falco ha avviato un programma di screening preventivo per gli adolescenti. E al rientro dalle vacanze lancia un appello. «Ricevo spesso telefonate di casi da ultima spiaggia, dove magari siamo costretti ad intervenire con busti e protesi invasive. Chiedo ai genitori di “guardare” i loro figli, di fare quella che definiamo “osservazione posturale”: si può osservare il bambino svestito in

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