L’antifascismo e il sindacalismo nell’area degli iblei dagli anni venti alla Repubblica è la testimonianza di una lotta di classe per la libertà, la giustizia sociale, per il mantenimento e la conquista di nuovi diritti che non teme diversità o confronti di qualità di impegno rispetto alle lotte del centro nord del Paese.

La novella è stata ben illustrata al termine degli interventi sul tema che si è sviluppato ieri al Cine Giardino di Pozzallo dove al centro si è stagliata la figura di un mitico personaggio, sinora nascosto dalla dimenticanza, come Vanni Rosa anarchico e antifascista, riscoperto, studiato e analizzato da Nicola Colombo che ne ha fatto una interessante pubblicazione dal titolo “Il ragazzo Inquieto”.

Il convegno promosso dall’ANPPIA (Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti), dal Comune di Pozzallo e dalla CGIL di Ragusa ha avuto un’anteprima nella inaugurazione di una mostra documentaria, che rimarrà aperta sino a domenica 18 luglio, dal titolo: “Vanni Rosa: Biografia per immagini” al primo piano dello Spazio Cultura “Meno Assenza” a cura del fotografo Massimo Assenza, dello scrittore Nicola Colombo e dell’etnoantropologa, grazia Dormiente.




L’arco di discussione che si è sviluppato è stato integrale. Il Vice presidente dell’ANPPIA, Massimo Meliconi ha offerto uno spaccato tragico degli anni del fascismo sin dal suo sorgere, con l’istituzione del Tribunale Speciale (1926) che condannò al confino politico, al carcere poco meo di 5000 antifascisti, sino alla lotta di Liberazione che vede protagonista una classe di donne, uomini, giovani lottare per la libertà pagando il prezzo estremo.

Su questo crinale di lotta dovrebbero convergere i

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