Pozzallo – Ancora uno sfratto. Storia di Silvana, “sola e ammalata dimenticata dalle Istituzioni”
- 10 Ottobre 2013 - 21:13
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Ancora uno sfratto, questa volta a Pozzallo. Una storia veramente triste quella della 51enne pozzallese Silvana Rosa.
Problemi di salute, problemi di lavoro, una situazione economica che è precipitata nel giro di qualche mese, sino a quando, non pagando l’affitto, è arrivata la lettera di sfratto.
Silvana, cosciente di non aver potuto pagare e di dover comunque lasciare la casa, lo scorso mese di giugno chiede aiuto alle istituzioni, al sindaco Luigi Ammatuna, al Parroco del quartiere, al Vescovo, ma “tutti mi hanno chiuso la porta in faccia – mi racconta Silvana raggiunta telefonicamente oggi pomeriggio -.
“Ho avuto un bel po di problemi, sono stata male in questi mesi, lo scorso mese di maggio sono stata operata a Catania, non ho potuto lavorare e se per qualche ora settimanalmente ho lavorato, quei pochi soldi guadagnati mi servivano per mangiare. Mi sento abbandonata … , una cittadina Italiana abbandonata da tutti – dice Silvana con voce tremante – mi sento trattata peggio dei clandestini, loro arrivano in Italia, anche a Pozzallo e vengono accolti e tutelati, io sono stata costretta, nonostante sono stata operata di tumore a vivere in una casa …. , se così si può definire perché in realtà è una stanza … lontano dal centro abitato di Pozzallo. Sono qui sola, dal 23 settembre scorso, senza acqua, ho paura, la notte non dormo, la zona è frequentata da immigrati … – dice ancora Silvana, che ha trovato sistemazione momentaneamente, per non rimanere a vivere in una panchina, a “Punta Cirica”, in una fatiscente costruzione, originariamente di proprietà del nonno.
Non ho piatti, non ho pentole, non ho nulla … io sono stata operata a Catania, ho avuto un tumore, vivere in questo posto è impossibile, me lo dicono anche i Carabinieri che la notte perlustrano la zona, mi dicono che me ne devo andare … ma io non ho nessun posto dove poter andare a dormire. E’ dal 23 settembre che abito qui, c’è amianto, rifiuti di ogni genere, c’è di tutto. Sto mangiando pochissimo, un po di frutta di stagione che trovo qui in giro, fichi d’india o uva, non ho come cucinare, non ho una doccia, mi lavo con l’acqua che un’amica mi ha portato in un bidone di plastica; per il wc devo andare a prendere l’acqua nelle docce a mare a 200 mt da qui, con un secchio”.
Silvana è demoralizzata, sta male, lancia un appello alle istituzioni affinchè la aiutino a trovare una sistemazione più dignitosa. “Faccio appello al Sindaco di Pozzallo, gli chiedo di tornare sui suoi passi e di aiutarmi, io voglio lavorare e chiedo che mi venga assegnato un alloggio popolare”.
Giovanni Giannone












