Porticciolo di Donnalucata, un vertice a Palermo per risolvere i problemi esistenti, a cominciare da quelli del mancato dragaggio che impediscono agli operatori la migliore fruibilità dell’infrastruttura. Questo il senso del confronto tenutosi martedì a Palermo, sollecitato dall’on. Orazio Ragusa, il quale ha fatto sì che potessero sedere attorno allo stesso tavolo tutti i soggetti in qualche modo interessati ad avviare gli interventi risolutivi per il porto. Erano presenti: l’assessore regionale delle Infrastrutture, Marco Falcone; il responsabile del Provveditorato opere pubbliche per la Sicilia – Mit, Gianluca Ievolella; il responsabile della Protezione civile isolana, Calogero Foti; gli ingegneri del Genio civile opere marittime Giovanni Coppola e Giuseppe Scorsone; il comandante della Capitaneria di porto di Pozzallo, Pierluigi Milella; l’architetto Carmelo Ricciardo dell’assessorato regionale che cura l’aspetto legato ai porti; il direttore regionale dell’assessorato Infrastrutture, Fulvio Bellomo.

Sostanzialmente è stato delineato un percorso che dovrebbe consentire di sanare tutte le anomalie fin qui segnalate. L’obiettivo è sempre quello della messa in sicurezza. Ma se i fondi della Protezione civile, circa 3,8 milioni di euro già disponibili da qualche anno, non dovessero bastare rispetto alle integrazioni progettuali programmate, l’assessorato regionale alle Infrastrutture si è detto disponibile a intervenire per colmare eventuali carenze finanziarie.

Sarà, intanto, attivato l’iter per il dragaggio con spese a carico della Protezione civile e utilizzando la draga di proprietà del Libero consorzio di Ragusa acquistata espressamente per il porto di Donnalucata. Occorre ricordare che la Capitaneria ha predisposto un’ordinanza e ha interdetto la fruizione del porto. Alla fine del dragaggio, la stessa interdizione potrà essere revocata per garantire la migliore fruizione dell’infrastruttura da parte di tutti i pescatori e di tutti gli appassionati di nautica.

Dopodiché, si è avuta assicurazione sul fatto che entro gennaio sarà predisposto il progetto definitivo tra Protezione civile e Genio civile opere marittime che perverrà alla valutazione complessiva per ottenere la Vas. L’iter proseguirà poi regolarmente.

“Si è trattato – spiega l’on. Ragusa – di un incontro molto importante che, soprattutto, ci ha fatto capire come il progetto non avrà alcun impatto sull’infrastruttura, anzi tutt’altro. Ricordiamo che il porto rifugio ha come finalità principali, in caso di calamità naturale, l’attracco dei mezzi di soccorso oltre che quella di via di fuga per la popolazione. In questa fase, però, occorrerà fare presto per tenere pulita la parte del fondo allo scopo di assicurarne al meglio l’utilizzo. Voglio precisare che il progetto della messa in sicurezza sarà condiviso sul posto proprio perché si vuole fare in modo che lo stesso sia il frutto di una concertazione quanto più ampia possibile con tutte le parti interessate”.