Pinocchio impiccato
- 12 Aprile 2013 - 12:03
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Oggi vorrei soffermarmi su una particolare situazione che è accaduta a un grande scrittore italiano, il celebre padre di Pinocchio, Carlo Collodi, ovvero l’essere costretti a cambiare il finale di una storia che si è scritta. Non lo sapevate che Pinocchio originariamente sarebbe morto? Proprio così! Il burattino parlante, secondo le intenzioni dell’autore, sarebbe dovuto morire impiccato nel quindicesimo capitolo, alla Grande Quercia per mano degli Assassini, ovvero il Gatto e la Volpe sotto mentite spoglie (anche se devo ancora capire come faccia un burattino di legno a morire impiccato!). Collodi fu letteralmente invaso dalle lettere dei bambini che lo supplicavano, disperati, di non farlo morire! E così cambiò il finale e continuò a scrivere altri capitoli, tra i quali l’incontro con la Fata e il Paese dei Balocchi, fino al trentaseiesimo capitolo dove, come tutti sappiamo, diventa un bambino in carne ed ossa come premio per essere stato buono.
Un altro esempio di questo genere è accaduto ad Evan Hunter, scrittore americano di gialli, il quale aveva fatto morire il detective Steve Carella, ferito a morte da uno spacciatore di droga. Dovette farlo sopravvivere per non scontentare i fan. Per non parlare di Conan Doyle, anche lui aveva fatto fare una brutta fine a Sherlock Holmes (aveva espresso il desiderio di uccidere la sua creatura per dedicarsi a scrivere altro) ne L’ultimo caso dove il celebre detective muore, sui monti svizzeri, assieme al suo più acerrimo nemico il professor Moriarty. Secondo voi i lettori di Sherlock come accolsero questo finale? Ebbene, il genio di Doyle, dieci anni dopo la presunta morte di Holmes, lo fece addirittura “resuscitare!”
Pensiamo a un personaggio letterario che abbiamo amato e che l’autore fa morire: e se potessimo cambiare il finale, cosa immagineremmo egli facesse? Quali altre nuove avventure potrebbe vivere?
Francesco Camagna













sinforosa castoro
Bello questo articolo, grazie.
sinforosa castoro