Palermo – Ragazzino uccide un uomo: “Voleva abusare di me”
- 9 Maggio 2026 - 9:37
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Ha confessato di avere ucciso il vicino di casa. “ Voleva abusare di me” , avrebbe raccontato un sedicenne che la scorsa notte si è presentato alla polizia dicendo di essersi difeso dalle avance sessuali di un pensionato.
L’omicidio in un appartamento di Palermo, in via Buonpensiero, al Villaggio Santa Rosalia.
La dinamica è da confermare. Il 16enne si è presentato in questura attorno alla mezzanotte confessando di aver ucciso un uomo ma di essersi difeso da molestie sessuali. La vittima sarebbe un 51enne, vicino di casa del giovane. Quest’ultimo ha riferito alla polizia di essere importunato da tempo.
La polizia, così, ha effettuato un sopralluogo trovando il cadavere dell’uomo all’interno del suo appartamento.
Sulla vicenda indaga la Squadra Mobile.
AGGIORNAMENTO ORE 19:55
Il delitto è avvenuto nell’abitazione della vittima, Pietro De Luca, di 69 anni immersa nel verde nei pressi delle rive del fiume Oreto. Si entra da un cancello verde e, dopo avere percorso una stradina, si arriva nel casolare. Attorno ci sono stalle con cavalli e pollai. Le indagini sono ancora in corso. Ci sono da chiarire sia il movente e anche quando è stato commesso l’omicidio.
De Luca potrebbe essere stato assassinato ieri mattina e non la scorsa notte. E’ quanto sta accertando il medico legale che ha eseguito i rilievi nell’abitazione della vittima, uccisa da un ragazzo di 16 anni nel villaggio Santa Rosalia, a Palermo. L’uomo è stato trovato in una pozza di sangue, sarebbe stato colpito con un oggetto, forse un tubo di metallo, trovato in casa.
La morte risalirebbe a ieri mattina, il sedicenne si è presentato in questura almeno 12 ore dopo l’omicidio.
De Luca avrebbe offerto una bevanda alcolica al giovane poi avrebbe iniziato a fare delle avances sessuali. A questo punto sarebbe iniziata la lite e il minorenne avrebbe sferrato all’uomo tre colpi in testa con un grosso tubo.
Il ragazzo racconta di essere rimasto accanto al corpo di De Luca. Per non destare sospetti nella moglie, che abita in un palazzo non distante, le avrebbe mandato alcuni sms dal cellulare del 69enne. “Sono ancora qua”, avrebbe scritto.
Ma diversi elementi della sua versione non sembrano coincidere perfettamente con i rilievi effettuati sulla scena del crimine dalla polizia scientifica. Per i vicini era inspiegabile che De Luca si trovasse lì ancora fino a tardi perché non era una sua abitudine attardarsi nel casolare.
Saranno le indagini delle Forze dell’Ordine a chiarire quanto accaduto realmente.













