Ragusa è la più virtuosa, tra le province siciliane, per quanto riguarda il numero di imprese che pagano clienti e fornitori entro 30 giorni. Si tratta di un dato importante che emerge dallo «studio pagamenti 2019» effettuato da Cribis, società del gruppo Crif specializzata nella business information. La media delle imprese siciliane puntuali nei pagamenti è molto bassa: solo il 17,3 percento delle aziende, infatti, onora gli impegni entro il termine dei trenta giorni.

La Sicilia rimane quindi fanalino di coda occupando l’ultima posizione del ranking regionale. Ragusa, però riesce a distinguersi, risultando la prima tra le province siciliane e attestandosi all’ottantottesima posizione, guadagnandone una rispetto allo scorso anno, su scala nazionale. La provincia iblea precede Catania, Agrigento, Enna, Caltanissetta, Messina, Siracusa e Palermo, mentre Trapani è la provincia con la maggiore percentuale di imprese che adempiono i propri obblighi di pagamento con un ritardo di oltre 30 giorni. La notizia positiva, secondo lo studio della Cribis è che, rispetto al 2018, in linea generale, è diminuito il numero di imprese che pagano clienti e fornitori oltre i 30 giorni. Si tratta di un dato nettamente in controtendenza con il trend degli ultimi 10 anni nei quali si è registrato addirittura un raddoppio delle aziende che non pagano i propri fornitori entro i termini. L’analisi di Cribis, aggiornata al quarto trimestre 2019, rileva che in Italia a dicembre 2019 oltre un terzo delle imprese ,il 34,7%, effettua i pagamenti nei termini previsti, mentre oltre la metà adempie i propri obblighi di pagamento con un ritardo massimo di 30 giorni e il 10,5% con oltre un mese di ritardo. In base allo studio della società del gruppo Crif, il gruppo merceologico più puntuale è quello dei servizi finanziari seguito dal manifatturiero e da quello delle costruzioni.

Il commercio al dettaglio, dove i pagamenti alla scadenza interessano solo il 24,8% delle imprese, è quello con la situazione più critica, con il 16,7% delle imprese che presenta un’incidenza di ritardi gravi. “È in corso un’inversione di tendenza positiva- commenta Marco Preti, A.D. Cribis-anche se al Sud e nelle Isole c’è ancora tanto da fare: è qui, infatti, che le imprese incontrano maggiori difficoltà con solo il 21,8% di pagamenti regolari”.




(fonte: La Sicilia)