Omicido Loris. Nuovi interrogatori
- 23 Febbraio 2016 - 14:20
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Le nuove rivelazioni della Panarello, la quale ha accusato il suocero, Andrea Stival, del delitto del figlio, hanno indotto la procura a sentire testimoni e persone informati sui fatti: i primi a essere risentiti, in questi giorni, saranno gli inquilini dell’appartamento di Via Garibaldi, luogo del delitto, i residenti della zona e i dipendenti del negozio “Vanity House” le cui telecamere interne hanno ripreso l’ingresso, alle 10.15, di Andrea Stival con la compagna Andreina Fiorilla e quelle esterne hanno registrato l’ingresso della Panarello con l’auto nel garage.
Non è invece previsto l’interrogatorio del nonno di Lorys.
Il suo avvocato, Francesco Biazzo, ha confermato di non avere ricevuto alcun informazione di garanzia dalla procura. Sia Stival che la fidanzata sono sempre stati collaborativi con le forze dell’Ordine nelle fasi dell’indagine. La procura non crede alla ultima versione dei fatti della Panarello che presenta diversi punti oscuri. Lei ha raccontato di avere incontrato per strada a piedi il suocero la mattina del delitto ma gli inquirenti non hanno alcuna fonte di prova in questo senso perché incrociando i dati forniti dalle telecamere e i tempi di rientro in casa della Panarello non c’è un momento morto. Il suocero e la compagna sono stati visti uscire di casa insieme dalla loro abitazione che dista circa 20 minuti in auto da quella della famiglia di Loris. E’ possibile che Andrea Stival sia andato in centro a piedi e solo? come ha raccontato la Panarello. Un altro punto interrogativo lo ha fornito l’esito dell’autopsia che ha confermato l’uso di fascette zigrinate al collo e non di un cavo usb, come ha sostenuto la donna che ha aggiunto di avere stretto ai polsi le fasce da elettricista prima dell’omicidio per fare stare calmo il bambino. Dall’esame autoptico invece è stato accertato che le ferite ai polsi risalgono quando Loris stava morendo o era già morto. Un altro dato, emerso pochi giorni dopo il ritrovamento del corpo, è la traccia sulle scarpe di Loris di erba di campo, come prova che il cadavere è stato trascinato, perché pesante, e non preso in braccio.
La versione resa dall’imputata, la quale ne ha cambiato quattro fingendo, come da lei ammesso, finanche durante il sopralluogo filmato in casa dal quale si evinceva la sua inclinazione a mettere in scena una farsa, ha probabilmente invece fornito il movente: cioè Loris ha visto qualcosa che non doveva vedere e lo avrebbe raccontato al padre. Quest’ultimo, davanti agli investigatori, ha escluso una possibile relazione tra sua moglie e il genitore Andrea Stival ma è stato sempre chiaro: <<chi ha sbagliato deve pagare, chiunque sia>>. “Devo solo difenderla – ha sottolineato il legale della Panarello, Francesco Villardita, e trovare, con i nostri periti, anche video forensi, eventuali riscontri oggettivi tali da sostenere l’ultima versione”.
Viviana Sammito












