Omicidio Loris. Veronica Panarello chiede di poter parlare con il sostituto procuratore
- 13 Novembre 2015 - 14:20
- 0
Mancano due settimane per la prima udienza del processo sull’omicidio di Loris Stival: è stata fissato il rinvio a giudizio al 19 dicembre davanti Gup, Andrea Reale, al tribunale di Ragusa per omicidio aggravato e occultamento di cadavere; ma oggi Veronica Panarello, la madre del bambino accusata di averlo ucciso, ha chiesto di essere risentita nel carcere di Agrigento, dov’è reclusa dall’8 dicembre, dal sostituto procuratore di Ragusa, Marco Rota, alla presenza del legale della donna, l’avvocato Francesco Villardita.
E’ la seconda volta che la donna chiede di incontrare la procura per raccontare alcuni fatti che gli erano sfuggiti: il colpo di scena si è presentato neanche una settimana fa quando la Panarello ha chiesto al marito, Davide Stival, con il quale i rapporti si sono incrinati, di andarla a trovare in carcere per svelargli che non ha mai accompagnato Loris a scuola la mattina dell’omicidio, il 29 novembre.
Lei che sempre ha gridato di avere lasciato il piccolo davanti alla scuola, sicura di avere fatto lo stesso percorso in auto tutte la mattine, sta invece confermando la tesi dell’accusa: Loris a scuola non è mai stato accompagnato ma altresì la Panarello ha dichiarato di non averlo ucciso.
La prima volta che la giovane madre arrestata ha chiesto di essere sentita ha spiegato di non ricordare bene se il tragitto indicato agli inquirenti, durante le indagini, fosse quello percorso da lei la mattina del 29 novembre. Quindi già Veronica Panarello ha avuto dei tentennamenti sui percorsi fatti e sul figlio lasciato a scuola. Anche subito dopo il fermo ha detto al marito, in più di un’occasione, di essere confusa e di non ricordare bene.
Che la Panarello abbia reso al marito queste ammissioni lo ha confermato anche l’avvocato di Stival, Daniele Scrofani, mentre il legale della difesa, Villardita, qualche giorno fa ha risposto con un <<non so nulla e non confermo nulla. Sono in udienza e non so nulla>>.
La procura ha costruito l’impianto accusatorio grazie alle telecamere di videosorveglianza, le cui immagini hanno smentito la versione della madre di Loris, secondo cui il bambino a scuola quella mattina c’è andato. La stessa era andata a prenderlo e, con un atteggiamento sospettoso era andata via, denunciando la scomparsa ai carabinieri.
A pochi giorni dall’udienza c’è l’ufficializzazione del quadro accusatorio della procura con la diretta ammissione dell’imputata che ha dichiarato di non averlo accompagnato a scuola. Un eclatante ammissione che potrebbe mettere in difficoltà il legale Francesco Villardita che potrebbe essere costretto a cambiare la linea difensiva. Lui che, nei blasonati salotti televisivi, si è sempre scontrato con la stampa quando gli veniva chiesta l’ipotesi di una perizia psichiatrica alla Panarello o la scelta di un eventuale rito speciale.
Viviana Sammito












