Omicidio Loris. Spunta una nuova sim, potrebbe rivelare importanti indizi. Ancora controlli su Orazio Fidone
- 12 Dicembre 2014 - 13:47
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Veronica Panarello giura di avere avuto un solo telefono e di averlo consegnato, volontariamente e prima ancora di essere indagata, agli inquirenti. Ma polizia e carabinieri hanno invece acquisito il cellulare di un’amica di Veronica Panarello che la donna avrebbe avuto per alcuni giorni in uso e poi restituito.
A rivelare di aver usufruito di quel telefonino è stata la sorella di Veronica, Antonella, parlando con gli investigatori e aggiungendo che la sera della morte di Loris lei stessa ha rivelato: il secondo telefono l’ho nascosto bene.
Accertamenti sul telefono sono in corso per verificare i giorni in cui Veronica Panarello lo ha avuto in uso e a chi ha telefonato ma soprattutto per cercare nuove prove.
Perché quella manca oggi è la prova regina.
Intanto la polizia postale di Catania ha già eseguito controlli su uno smartphone che era in uso al piccolo Loris e stamattina ha eseguito l’analisi del telefonino della donna, dandone prima avviso al legale della mamma di Loris, perché sia un atto irripetibile. Il legale ha precisato che della sim non sa nulla perché formalmente non gli è stato notificato il sequestro di una seconda sim nei confronti dell’indagata anche perché questa seconda utenza è intestata ad una sua amica.
A setaccio anche tutti gli apparecchi elettronici in uso all’indagato Orazio Fidone, il cacciatore che ha trovato il cadavere.
Altro accertamento approfondito è stato nel cofano dell’auto di Veronica Panarello, perché anche lì potrebbero esserci tracce di dna: la madre infatti ha parcheggiato l’auto nel garage, contrariamente alle sue abitudini, in quei 36 minuti durante i quali è rimasta sola in casa con Loris. Terzo dubbio sono le fascette: quelle che lei ha in possesso dopo la morte di Andrea Loris, le stesse utilizzate per strangolarlo.
La storia delle fascette- ha detto il legale Villardita – è stata anche oggetto di interrogatorio ieri. Le fascette potrebbero essere compatibili con un filo di nylon di tre millimetri, come potrebbe essere compatibile con la fascetta, ha concluso. Veronica Panarello ha poi, con determinazione, riferito di avere un testimone, è una vigilessa, che quella mattina l’ha vista mentre accompagnava Loris ma l’unica che potrebbe provare la sua innocenza ha chiarito: ho visto la signora ma non so chi c’era con lei in auto. Quindi l’unico testimone sembra aver fatto un passo indietro.
Molti elementi sono emersi attraverso le intercettazioni telefoniche tra la madre e la sorella di veronica. L’avvocato Villardita ha continuato a lanciare l’appello: <<Chi ha visto Veronica quella mattina a scuola con Loris parli, io sono a vostra completa disposizione>>. Insomma il legale è in cerca di testimoni per fornire prove utili a scagionare Veronica Panarello ma nessuno ancora si è fatto avanti.
Forse chi sa è proprio Veronica, anche se Villardita smentisce.
Viviana Sammito












