mamma andreaUltimo atto dell´incidente probatorio stamani al tribunale di Ragusa per l´omicidio di Loris Stival,  il bambino ritrovato morto in un canalone nelle campagne di Santa Croce Camerina lo scorso 29 novembre.

Il perito incaricato dalla procura ha depositato la relazione sui filmati ripresi dalle telecamere pubbliche e private che dimostrerebbero come Veronica Panarello, la madre di Loris, la mattina del 29 novembre scorso non avrebbe accompagnato il figlio a scuola come da lei sempre sostenuto. La donna, che è accusata dell´omicidio del figlio, è in carcere dall´8 Dicembre scorso.

Lo scorso 29 maggio la prima sezione della cassazione ha respinto il ricorso del suo legale contro il provvedimento del Tribunale del riesame che ha rigettato la sua richiesta di scarcerazione. L´istanza difensiva contestava tra l´altro anche l´ora in cui era stato commesso l’omicidio. In riferimento a questo incidente probatorio, quindi, secondo la difesa della Panarello mancherebbero alcune immagini, tra quelle consegnate dal consulente tecnico d´ufficio della procura, che alimenterebbero l’alibi della donna, sempre proclamatasi innocente. L´incidente probatorio di oggi è di fatto il preludio al processo che la Panarello intende affrontare a testa alta e promettendo battaglia.

Un punto che era stato contestato duramente dalla difesa già in sede di richiesta di scarcerazione della donna, poi non accolta né dal riesame né della cassazione, era quello relativo agli orari delle registrazioni. Un ricalcolo che, come detto oggi dall’avvocato Villardita, non sarebbe stato corretto.

Sono ancora due le persone che risultano indagate per l’omicidio del piccolo Loris: il cacciatore Orazio Fidone e la madre del bambino. Orazio Fidone, il cacciatore, nel tardo pomeriggio di sabato 29 novembre 2014 trovò il corpo di Loris Stival nel canalone vicino al Mulino vecchio a Santa Croce Camerina. Su di lui si sono concentrati i sospetti delle prime ore: perquisita la sua abitazione, sequestrate le due autovetture – poi dissequestrate. La mamma, Veronica Panarello, sulla colpevolezza della quale la Procura nutrirebbe pochi dubbi, è in carcere da oltre 9 mesi. Lei è accusata di avere ucciso il figlio, soffocandolo con delle fascette di plastica utilizzate come stringi-cavi elettrici. Ed è stata proprio lei a consegnare delle fascette compatibili ai segni trovati sul collo del bambino, alle maestre di scuola di Loris ritenendo che potessero servire per dei lavori che stavano svolgendo i bambini a scuola. Fascette che sono considerate uno degli indizi. 

“Veronica è molto magra, ha perduto peso, sta poco bene – ha detto il suo legale Villardita -; moralmente però è agguerrita, non vede l’ora di affrontare il processo per difendersi dalle infondate accuse”