Nonostante le rassicurazioni dell’on. Orazio Ragusa, niente soldi per i lavoratori forestali iblei
- 28 Ottobre 2015 - 14:41
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In tutta l’isola sono state congelate le giornate lavorative dei forestali perché la Regione Siciliana, contrariamente a quanto aveva promesso qualche settimana fa, non ha i fondi per finanziare l’attività. Il governo nazionale ha bloccato i fondi del Cipe e i lavoratori sono sospesi: la protesta ad oltranza è l’unica risposta, fino a quando non avranno notizie sul loro futuro occupazionale. O i soldi o il licenziamento.
Il deputato regionale dell’Udc Orazio Ragusa e Vincenzo Vinciullo, presidente facente funzioni della commissione Bilancio e Programmazione dell’Ars, avevano garantito che 11 milioni sarebbero arrivati nel volgere di qualche settimana: ma lo avevano detto quindici giorni fa. Ieri, durante la seduta all’Ars, il vicepresidente della Regione, Mariella Lo Bello, ha annunciato che il Governo ha preparato un emendamento “che prevede la utilizzazione di una disponibilità finanziaria per fare in modo che i lavoratori della forestale possano proseguire le loro giornate”. Ma il presidente dell’Ars Ardizzone ha ricordato che “serve prima una relazione tecnica”.
Sono 1200 i forestali che lavorano in provincia di Ragusa: 370 sono impiegati all’ispettorato con il servizio antincendio; 55 di essi hanno un contratto a tempo indeterminato; il resto lavora invece nel servizio manutenzione. Tutti gli altri lavoratori sono stagionali: cioè c’è chi lavora 55 giorni l’anno, chi 70, altri 101 e il resto 151 giorni. La loro paga si aggira sui 50 euro al dì. Sono operai che da 27 anni si alzano la mattina per rendere un servizio alla collettività, ma che rischia di essere soppresso. Tra i forestali c’ è Corrado Emanuele, la sua storia è simile a quella dei colleghi: anni e anni di sacrifici in un ente che per alcuni è stato un carrozzone politico per loro è la prima fonte di sostentamento.
<<I forestali in Sicilia costano ogni giorno più di un milione e 400 mila euro. I lavoratori dell’anticendio 380 mila euro: in totale servono circa 1 milione e 800 mila euro al giorno>>. Sono dati che ha snocciolato il capogruppo di Forza Italia all’Ars, Marco Falcone, contestando un emendamento del governo regionale che prevede lo stanziamento di circa 11 milioni e 500 mila euro, che ”serviranno – ha detto Falcone – a garantire appena sei giornate lavorative ai forestali”. Una protesta su base regionale che si sta consumando come la pazienza dei lavoratori. In tutto questo scenario il governatore, Rosario Crocetta, è volato in Tunisia ed è stato attaccato. Pronta la sua reazione: <<Non sono volato via da nulla, i partiti e la stampa erano informati da tempo di questo mio viaggio che serve ad aiutare le imprese siciliane a internazionalizzarsi, in una fase in cui i partiti devono trovare un accordo sul nuovo governo. La scelta di qualcuno di enfatizzare il volo è scorretta>>.
Viviana Sammito













Cinà
Un articolo di Pietrangelo Buttafuoco:
“Gentile Maria Elena Boschi, in passato – ma chissà quante volte succederà in futuro – sono stato sempre critico verso l’operato suo e il governo di Matteo Renzi ma le scrivo oggi, nella sua qualità di ministro per le Riforme, per informarla di un fatto: non se ne può più dell’Autonomia regionale. Questo, in ispecie, in Sicilia.
Per dirla con Peppino Sottile, l’Autonomia è come una Rolls Royce, è bellissima. Ma il motore è fuso. Può valere in Trentino, in Alto Adige, ovunque, ma in Sicilia no. Le scrivo, dunque, gentile ministro, perché credo che solo lei – visto l’indecente silenzio di Renzi verso la tragedia sociale, politica e culturale di Sicilia – potrà intervenire. Nel frattempo che cancella il Senato, tolga per favore lo Statuto speciale. E’ il cancro di malaffare e burocrazia che strozza la Sicilia. Lo Statuto speciale fu concesso da Umberto II di Savoia ai siciliani per sancire – sotto la minaccia armata di Salvatore Giuliano – la prima trattativa Stato-Mafia. Quando le istituzioni non funzionano è giusto e doveroso cambiare. Ecco, cambi dove nulla è mai cambiato. I gelsomini di Sicilia le renderanno onore”.
Pietrangelo Buttafuoco
Fonte: http://www.ilfoglio.it