La scomparsa del giovane lavoratore edile Douda ripropone ancora una volta la difficile condizione di vita dei tanti immigrati nel nostro territorio. Sono gli ultimi arrivati i più fragili e vulnerabili, quelli ai cui tocca passare per prima attraverso l’obbligatorietà di un lavoro in condizioni di sfruttamento nella totale irregolarità. Sono quelli del collocamento nelle piazze, negli incroci, per strada. Sono quelli che non sanno il nome del datore di lavoro e della ditta per cui lavorano. E che spesso non vengono pagati perché il “ padrone” non si fa più vedere.

Questa volta però a scomparire è un lavoratore, Dauda, persona tranquilla e di buona condotta.

Da quello che si apprende dalle notizie che circolano è che Dauda stava lavorando in una impresa edile senza contratto, dove lamentava le dure condizioni di lavoro e di sicurezza. Per questo va approfondito quest’ultimo aspetto della vicenda. Serve indagare in modo capillare la sua condizione lavorativa, i suoi rapporti con l’ aziende per la quale ha prestato manodopera a nero. Abbiamo assistito e contrastato in questi anni condizioni di grave sfruttamento e violenza. Abbiamo esposto denunce formali con prove e abbiamo purtroppo visto la poca attenzione prestata a livello di indagini da parte degli organi inquirenti. La scomparsa nel nulla di un lavoratore e il passare del tempo senza risposte fa aumentare la preoccupazione sulla sorte del giovane ivoriano operaio in nero ma anche mediatore culturale. Occorre fare ogni sforzo e perseguire tutte le strade, soprattutto quelle delle relazioni lavorative degli ultimi giorni per risalire alla verità.

Confidiamo nel lavoro delle Forze dell’Ordine e facciamo appello a chiunque possa fornire notizie utili. La Cgil si mobilita a tutti i livelli per Dauda, per i suoli familiari e amici affinché si possa fare luce al più presto su questa preoccupante vicenda.

Giuseppe Scifo
Segretario Generale CGIL Ragusa