Monreale – L’Addio a Salvatore, Massimo e Andrea
- 2 Maggio 2025 - 20:42
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Impossibile per il Duomo di Monreale contenere tutte le persone presenti ai funerali di Salvatore Turdo, Massimo Pirozzo e Andrea Miceli, i tre giovani uccisi nella sparatoria avvenuta sabato scorso. Per consentire a tutti di seguire la cerimonia sono stati allestiti due maxi schermi nelle due piazze, transennate. Proclamato il lutto cittadino, tutti gli esercizi commerciali, compresi i bar, sono chiusi in segno di lutto.
Le tre bare all’arrivo in chiesa sono state accolte da un lungo applauso.
“Essere qui, davanti ai corpi senza vita di Andrea, Salvatore e Massimo, ci pone brutalmente di fronte alla gravità della situazione sociale nella quale siamo immersi, caratterizzata troppo spesso dalla violenza: non sappiamo più parlare, dobbiamo urlare; non sappiamo più dialogare, dobbiamo inveire; non sappiamo ascoltare, dobbiamo imporci. Da qui, agli atti di violenza fisica e di morte il passo è veramente breve come ci mostra la cronaca quotidiana. Pare che nessun luogo o comunità possa essere immune da un tale contagio di violenza”. Così Gualtiero Isacchi, l’arcivescovo di Monreale, nel corso dell’omelia per le tre vittime della sparatoria avvenuta dopo la mezzanotte di sabato scorso nella cittadina del Palermitano.
“Dobbiamo compiere una decisa e radicale inversione di marcia. Ma da dove partire? – ha aggiunto l’arcivescovo – Le morti di Andrea, Salvatore e Massimo ci interrogano: perché tanta ingiustizia? Perché tanta violenza?”. “Care mamme Antonella, Giusi e Debora; cari papà Mario, Giacomo ed Enzo; cari Claudia, Marco, Giusi, Giuseppe, Ignazio, Sabrina, Marika e Gabriel Ignazio; cari nonni, familiari tutti, insieme con voi piange tutta Monreale. Piangono, pure, tanti uomini e donne – genitori, figli, educatori – che da tutta Italia hanno fatto giungere il cordoglio e la partecipazione al nostro dolore e alla nostra preghiera”, ha continuato l’arcivescovo.
Diversi gli striscioni a loro dedicati. Su uno di questi, appeso a un balcone che si affaccia sulla piazza della Cattedrale, è scritto: “Basta con Gomorra e Mare Fuori – Qui si muore davvero”.
“Scappate, andatevene quando vi stanno rubando un motorino, mettete al sicuro le vostre vite. Quella sera non c’erano pattuglie delle forze dell’ordine. Lo Stato deve essere più presente”. Lo ha gridato in chiesa la cognata di Andrea Miceli. Il fratello di Massimo Pirozzo, invece, ha criticato l’atteggiamento, a suo dire silente, del governo nazionale sulla vicenda.
Le tre bare hanno poi attraversato la città, recandosi sul luogo dove si è consumata l’insensata tragedia.
Proseguono intanto le indagini dei carabinieri per identificare e i complici di Salvatore Calvaruso, il diciannovenne che è in carcere per avere sparato nel mucchio in via D’Acquisto. Uno sarebbe un ragazzo alto e con una folta barba visto in sella a una moto. Con lui ci sarebbe stato il secondo giovane armato di pistola che avrebbe preso parte alla sparatoria insieme a Calvaruso.
E domenica a Palermo è prevista una fiaccolata. Ad organizzarla sono diverse associazioni e parrocchie. L’appuntamento è alle 21 in piazza Verdi, davanti al teatro Massimo.













