piero di rosaPiero Di Rosa, giovane modicano, da qualche giorno è tornato a dormire nella stazione dei treni a Modica Bassa.  Si, perché prima Piero era ospite di una casa d’accoglienza modicana che non più sostenerlo economicamente , né garantirgli una minestra né un letto per mancanza di fondi.

Lo abbiamo incontrato in giro a Modica Bassa ieri pomeriggio e lui ha raccontato che è pronto a lavorare, anche con occupazioni socialmente utili la mezza giornata: desidera tanto ricongiungersi alla moglie e alla figlia che sono ospiti alla casa Don Puglisi.

<<Prima la moglie le portava una minestra calda la sera, poi glielo hanno impedito, persino minacciandola>>  –  ha raccontato Piero in lacrime.

La gente sa che lui vive nella stazione coprendosi con pacchi di cartone e qualche coperta fornita  da qualche cittadino, c’è chi gli offre da mangiare come ‘Angelino’, noto per il suo bar rosticceria in piazza, c’è chi gli ha dato lavori, anche saltuariamente, come Carmelo Muriana: è stato lui che lo ha voluto come figurante al presepe vivente nel ruolo del ‘cunza piatti’ che Piero ha accettato con entusiasmo.

Oggi però si sente un uomo solo: “ io sto male, non bevo e non mi drogo più” ha assicurato ma rivoglio la mia famiglia”. Di Rosa ha un passato con precedenti per droga e un tentativo di suicidio.

“La faccio finita”, ha detto in lacrime. Lui ha anche chiesto un alloggio nelle case popolari allo Iacp mai concesso perché gli hanno detto che non ha i requisiti.  “Nessuno  capisce la mia situazione”  e  poi ha lanciato un appello al sindaco Ignazio Abbate chiedendogli anche un lavoro di mezza giornata e soprattutto di non lasciarlo solo.

 

Viviana Sammito