di Carmelo Riccotti La Rocca

E’ passata più di una settimana da quando il 57enne modicano è stato trovato privo di vita nella sua abitazione al terzo piano di una palazzina nel Vico 11 febbraio, al quartiere Dente. La causa della morte, come confermato dagli inquirenti, è da attribuire ad asfissia, a Peppe Lucifora, massacrato anche di botte, sarebbe stata chiusa le bocca impedendogli di respirare. I suoi polmoni sarebbero stai trovati pieni di sangue.

Indiscrezioni, quelle relative all’omicidio del cuoco dell’Asp, che trapelano con il contagocce e che aggiungono ulteriori interrogativi ad un fatto di cronaca che ha reso attonita una comunità intera e ancora avvolto nel mistero.




Gli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore Francesco Riccio, sembrano non voler tralasciare nessuna pista, continuando a scavare nella vita privata del 57enne così amato e ben voluto. Chi avrebbe potuto aver fatto del male a Peppe Lucifora, cuoco al “Maggiore”, Chef a domicilio per tante famiglie della Modica bene, e parrocchiano “san giuggiaru” esemplare? Tutti descrivono Peppe come un uomo limpido, gioioso e quasi senza filtri, ma chiusa la porta, la sera, cosa accadeva in quella abitazione?

La sua sfera privata, da omosessuale dichiarato, è stata ovviamente messa al setaccio dagli inquirenti che stanno analizzando ogni elemento rinvenuto all’interno di un appartamento che appariva si in disordine, ma non messo a soqquadro.

In quell’abitazione c’era anche della droga. Chi ne ha fatto uso? Forse l’assassino? L’esito dell’esame tossicologico potrà dare delle risposte importanti così come capire se Peppe quella sera ha tentato in qualche modo di difendersi ed ha addosso tracce organiche che possano ricondurre all’autore o agli autori di un delitto così efferato.

Da qualche giorno sul tavolo degli inquirenti sono arrivati anche i tabulati telefonici del traffico registrato dalla scheda del 57enne.

A tal proposito pare siano già state diverse le persone sentite e controllate dai militari, soggetti che più frequentemente hanno chiamato Peppe nei giorni precedenti la sua morte. Anche in questo caso si stanno verificando contatti, anche in paesi limitrofi, che, dalla sfera personale a quella lavorativa, hanno avuto a che fare con il cuoco modicano.




Stando a quanto rivelano alcuni vicini pare che Peppe non avesse un compagno fisso, ma negli ultimi tempi era stato visto più frequentemente con due uomini. Si parla di una persona originaria di un’altra provincia, già sentita dagli inquirenti, con la quale Peppe è andato anche a comprare degli elettrodomestici e di una persona definita come di corporatura imponente. Al momento però rimane il dato oggettivo che nessuno risulta inserito nel registro degli indagati. Possibile che nessuno abbia visto o notato qualcosa di strano nella notte tra sabato e domenica? Peppe Sarebbe morto a cavallo tra le due giornate o, comunque, nelle primissime ore della mattina di domenica. L’ultimo accesso su whatsapp, sempre che l’abbia effettuato lui, risulta alle 2:48, mentre delle testimonianze parlano di forti rumori riconducibili allo spostamento di mobili tra le 12:30 e l’1, mentre un altro vicino è stato chiamato dalla madre all’1:52 perché allarmata dall’atteggiamento del cane.

Da “La Sicilia”