Una lettera aperta alla città del Sindaco di Modica Ignazio Abbate: “Amministrare in questo momento richiede partecipazione e collaborazione” – scrive Abbate, che traccia nel documento una “riflessione” su quanto fatto sin adesso.

ignazio abbate brinda“Mi preme, dopo un anno di Amministrazione, scrivere alla città di Modica. La mia lettera non è un resoconto dell’attività amministrativa ma una riflessione su quanto realmente fatto per il territorio modicano, sotto gli occhi di tutti e documentabile dal punto di vista amministrativo-contabile.

I nostri principi cardini sono la famiglia, la scuola, i servizi essenziali e il taglio agli sprechi all’interno dell’Ente Comune.

Nel primo anno abbiamo eliminato le figure dirigenziali con un notevole risparmio, dimezzata la remunerazione del Segretario Generale. Siamo riusciti a concludere transazioni importanti che hanno permesso di diminuire il debito complessivo e rimettere in un percorso virtuoso Palazzo San Domenico. Un dato incontrovertibile è l’avanzo di circa 7 milioni di euro nel bilancio di previsione 2014, primo strumento di prova per l’Amministrazione Abbate. E non si può certo sottovalutare la rimodulazione del Piano di Riequilibrio, la cui approvazione in Consiglio Comunale ha evitato l’indubbio dissesto finanziario. Un’azione importante è il prepensionamento di 79 dipendenti comunali che porterà l’Ente ad un risparmio complessivo di oltre 6 milioni di euro.

Parlo di progetti, azioni, programmi concreti e non semplici proclami di “vecchia politica” che quotidianamente mi vengono addebitati.

Vecchia politica come quella di screditare e mettere in cattive luce gli altri per arrivare ad un obiettivo: il mero protagonismo e la momentanea visibilità. Modica avrebbe bisogno di critiche costruttive o proposte attuabili per crescere e mirare ad uno sviluppo condiviso da tutti.

Amministrare in questo momento richiede partecipazione e collaborazione. Invece, assisto a continui attacchi, privi di proposte concrete, che non hanno come obiettivo la città.

Mi affido ai cittadini, esortandoli a recarsi al Comune e informarsi sulle attività dell’Ente. Solo loro potranno giudicare il mio operato in questi anni”.