Il PD di Modica scrive su Via Castello:

«Negli ultimi tempi Modica appare in balia di qualcuno che la mattina si alza e “strummenta” di fare cose.




L’ultima novità riguarda la striscia di cemento distesa lungo la parte finale della via Castello (dal ponte della curva dinanzi il castello a scendere verso S. Pietro) caratterizzata da un’ampia scalinata. Su di questa adesso insiste una sorta di pedana di cemento, senz’altro antiestetica, dall’indefinito scopo: abbattimento delle barriere architettoniche (secondo l’ignaziano “due caldarelle di cemento and go”), la prima pista ciclabile nel centro storico o mera scorciatoia per i ciclomotori? Voci dicono che si tratta di una passerella per agevolare il trasporto di materiale edilizio necessario per la ristrutturazione di un immobile più a valle ma, ci chiediamo, perché non utilizzare le classiche tavole facilmente amovibili a fine lavori?

Come al solito non vi sono tabelle che indichino il committente dei lavori, le relative autorizzazioni degli enti preposti, la ditta esecutrice, il direttore dei lavori etc. Se poi il committente è il Comune, manca, ma non è una novità, l’importo di spesa previsto e il titolo amministrativo in base al quale sono stati aggiudicati i lavori.

Quello che sappiamo con certezza è che nel cuore del centro storico di una città dichiarata patrimonio dell’Unesco viene fatta una colata di cemento a taci e maci.

L’assessore al centro storico ne è a conoscenza o si è voltato da un’altra parte per non vedere? Ha dato il suo benestare oppure intende intervenire?

Ci chiediamo se Modica sia diventato uno stato indipendente dove vige l’unica legge che chi ha il potere può disporre del territorio come meglio crede senza dare conto alcuno oppure si sia ancora nella Repubblica italiana. In questo secondo caso una risposta dagli organismi statali preposti al controllo la chiediamo con forza»




Sull’argomento è intervenuto anche Vito D’antona (Sinistra Italiana) che ha scritto al Soprintendente:

«La presente per segnalare alla S.V. che qualche giorno fa, sembrerebbe ad opera del Comune, è stata realizzata lungo la Via Castello a Modica, nella parte di ingresso da Corso San Giorgio, una scivola in cemento per una lunghezza di circa duecento metri.

Il lavoro effettuato non viene segnalato da alcun cartello che ne indichi la natura, la tipologia e le necessarie autorizzazioni, trattandosi, peraltro, di una strada di proprietà comunale in pieno centro storico.

Per come è dato vedere, l’intervento si presenta in modo assolutamente invasivo, interrompe la naturale visione d’insieme della scalinata, snatura e abbruttisce uno dei luoghi più caratteristici e più visitati dai tanti turisti che si spostano da Modica Bassa a Modica Alta.

L’ubicazione della scalinata, oggi ferita, si trova al centro del nostro barocco e della storia della città di Modica tra il Castello dei Conti, la Chiesa di San Pietro e la Chiesa di San Giorgio, monumenti tutti dichiarati patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

Facendoci portavoce della indignazione di tanti cittadini e a fronte dell’insolito e prolungato silenzio del Sindaco e dell’Assessore al Centro Storico (lo stesso della vicenda tuttora aperta dell’illuminazione a luce fredda) e in assenza di qualunque informazione ufficiale da parte del Comune (seppure ritenuta doverosa verso la città), ci rivolgiamo alla S.V., affinché sulla base delle competenze che la legge le affida in materia di tutela e custodia dei centri storici e dei monumenti riconosciuti dall’Unesco, intervenga tempestivamente e adotti tutto quanto è in suo potere per verificare per quale ragione è stato effettuato questo lavoro e comunque fare ripristinare urgentemente i luoghi interessati.

La presente segnalazione Le viene inviata anche per evitare il possibile contenzioso che ne potrebbe scaturire, come già avvenuto nel caso del cambio dell’illuminazione del centro storico da parte del Comune di Modica, privo del prescritto parere».