Avere il coraggio di dire ai propri genitori la verità sulle proprie preferenze sessuali. Una metafora della condizione di chi più in generale anela a essere se stesso, liberandosi dalle paure: quella di essere giudicato, etichettato, bollato.
“Come non detto”. E’ il film di Ivan Silvestrini, scritto da Roberto Proia e prodotto da Moviemax, nelle sale dal 7 settembre, che vede al montaggio, per la prima volta in un lungometraggio a distribuzione nazionale, la modicana Alessia Scarso(nella foto sotto).
E’ la storia del coming out di Mattia (Josafat Vagni), che sta per trasferirsi a Madrid dal fidanzato Eduard (Josè Dammert), così da non dover rivelare alla famiglia di essere gay. Del cast fanno parte fra gli altri Monica Guerritore e Ninni Bruschetta.
Alessia, cosa ha rappresentato per te il montaggio di “Come non detto”?
“Finalmente mi è stata data la fiducia necessaria per prendere in mano il lavoro di molti e riunirlo in un unico sunto che è il film montato. Il montaggio è la terza riscrittura, dopo la sceneggiatura e la messa in scena sul set. Ed è quella finale, dove arrivano tutte le problematiche da risolvere e le peculiarità da valorizzare. Una responsabilità da una parte, ma molto eccitante sul piano personale.“
Qual è il messaggio del film?
“Il tema è l’accettazione del se, al di là del tema dell’omosessualità, che è in verità l’espediente narrativo attraverso cui la questione del senso di alterità viene affrontato, sviscerato, disarticolato”.
Qual è la differenza tra un buon montaggio e un montaggio inadeguato?
“Io considero un buon montaggio quando il montaggio non si nota. Se vedi un film e non noti cadute di tensione, se i passaggi tra le scene sono ben calibrati, se nell’insieme c’è un ritmo equilibrato, allora il montaggio diventa invisibile. Poi ci sono dei momenti, taglio per taglio, in cui la tua sensibilità ti dice dove tagliare. Non un fotogramma prima, non un fotogramma dopo. E’ una sensibilità musicale, matematica, ritmica.”
Come è andata la prima proiezione?
“Alla prima, il 4 settembre, al Cinema Adriano, gli spettatori hanno risposto con molto calore, emozionandosi dove speravamo lo facessero, ridendo dove speravamo ridessero.
La prima prova della modicana in un lungometraggio ha superato anche il giudizio della critica. L’Avantionline e il sito indipendente Cineblog, insieme a Vanity Fair e a Tgcom, hanno recensito entusiasticamente la pellicola e la sua capacità raccontare il “come non detto”.