Sarà dedicato al conflitto bellico Russia-Ucraina, il prossimo incontro del Caffè Letterario Quasimodo di Modica, che si terrà sabato 21 maggio, alle ore 17.30, al Palazzo della Cultura nell’ambito della 16ª stagione culturale 2021- 2022.

«Alla ricerca della pace: il conflitto bellico Russia-Ucraina tra geo-politica, economia, etica e narrazione mediatica», è questo il tema della serata, che sarà coordinata da Domenico Pisana, Presidente del Caffè Quasimodo. Apporteranno un contributo con i loro interventi: Maurilio Assenza, docente di storia e filosofica all’Istituto “Galilei – Campailla” di Modica e vicepresidente della Fondazione di comunità Val di Noto; Giuseppe Barone, storico e docente emerito dell’Università di Catania, ed Emiliano Di Rosa, giornalista di Video Regione.

«Il clima di tensione e di paura che sta caratterizzando il cammino di tutte le popolazioni a livello mondiale a causa di questa guerra determinata dall’invasione dell’Ucraina, non può non tormentare –  dichiara  Domenico Pisana – le nostre coscienze, né non indurci ad una riflessione su quella realtà tragica che è la guerra, la quale minaccia quel valore desiderato da tutti ma non facilmente raggiungibile, che è appunto la pace.




Oggi, infatti, nella coscienza collettiva c’è la piena consapevolezza che la guerra è sempre, in qualunque caso, al di là di torti e ragioni, azione negativa sia perché provoca esiti catastrofici quali perdite di vite umane, distruzioni ambientali, alterazioni della qualità della vita, sia perché non costituisce, anche come ultimo ed estremo rimedio, uno strumento idoneo a risolvere i problemi internazionali. Tenendoci fuori dalle appartenenze ideologiche e sempre dalla parte delle vittime, questo nostro incontro può essere una occasione per chiederci – prosegue Pisana richiamando il pensiero dell’Associazione Laudato sii – non “chi può vincere” la guerra, ma come disattivarla; dobbiamo chiederci ‘chi possiamo salvare?’ Possiamo, dobbiamo salvare le donne, gli uomini, i bambini sottoposti a una brutale aggressione, i profughi, e anche chi, essendo russo, non è per questo responsabile. Dalla guerra si può uscire solo investendo sulla pace, non finanziando la guerra; la possibilità concreta che nel conflitto possano intervenire direttamente i principali partners della NATO, americani e inglesi, ci inquieta molto come  Europa e  come Italia, atteso che in questo caso la questione assumerebbe un diverso profilo, specie per il  nostro Paese, che ama molto  citare la costituzione, per poi nella pratica contraddirla,  come si verificherebbe con l’art. 11 della costituzione: ‘L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa della libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali’».

Salvo Miccichè