sbarco 23 giugnoIl corpo del migrante ucciso con colpi di arma da fuoco, da un’imbarcazione libica durante la navigazione, come hanno raccontato i testimoni, è arrivato al porto di Pozzallo, alle 10,30 con  la nave “Dignity”, battente bandiera panama. A bordo anche 292 migranti, tra cui 19 minori e 92 donne. Le indagini sono coordinate dalle procure di Ragusa e Agrigento dove è ricoverato in gravi condizioni un altro migrante, rimasto ferito al polpaccio.

Sono stati gli immigrati a lanciare l’sos, attraverso il telefono satellitare, e la prima nave a recepire la richiesta è stato il rimorchiatore Dignity. Il comandante della nave, che è stato interrogato a Pozzallo dal sostituto procuratore Valentina Botti e dal capo della Mobile,Nino Ciavola, sarebbe arrivato subito dopo gli spari, che secondo la testimonianza dei migranti, sono partiti da un’imbarcazione libica. Il migrante morto è stato trasferito all’obitorio del cimitero di Pozzallo dove sarà disposta l’esame autoptico dal medico legale nominato dalla Procura, Santoro mentre un altro immigrato trentaduenne, originario del Gambia,  è rimasto ferito al polpaccio ed è ricoverato all’ospedale Giovanni di Dio di Agrigento. Lui ha raccontato che dei miliziani libici hanno abbordato con una motovedetta il gommone per derubarli, quando però si sono ribellati hanno sparato: <<io sono rimasto ferito –  ha raccontato –  e un altro migrante è morto>>.

Il procuratore di Agrigento, Renato Di Natale, ha confermato che i reati ipotizzati sono tentativo di omicidio e omicidio. Il fascicolo delle indagini è stato aperto anche dalla procura di Ragusa, considerato che gli immigrati saranno interrogati sul delitto dagli inquirenti a Pozzallo. Gli immigrati, sulla nave sono stati sottoposti ai controlli del medico del porto, dr. Morello. Dopo le operazioni di sbarco  gli immigrati, provenienti dal Ghana, Somalia, Etiopia, saranno interrogati per fare luce sull’omicidio e sul tentato omicidio, chi ha sparato e perché. La vittima è per caso il presunto scafista che aveva dei conti in sospeso con l’organizzazione criminale in Libia? Le testimonianze dei superstiti saranno determinanti per ricostruire i retroscena di un omicidio che poteva trasformarsi nell’ennesima tragedia.

Viviana Sammito