“La politica  ancora una volta si conferma incapace di riformare un sistema dove si annidano i pericoli maggiori di corruttela e malaffare. Assistiamo a direttori generali che vediamo recitare sempre negli stessi ruoli o, peggio, essere promossi a ruoli migliori per poi finire sotto la lente di ingrandimento della magistratura. Si apra immediatamente una riflessione in parlamento e, soprattutto, il governo e l’assessore della Salute in primis facciano una mea culpa sui fatti accaduti, e Razza e Musumeci vengano a riferire in aula, sempre che il presidente della Regione ricordi la strada che porta all’Ars, visto che da quella parti non i fa vedere ormai da tempo”. Lo affermano i deputati del movimento 5 stelle all’Ars, a commento dell’ennesimo scandalo che ha travolto il mondo della sanità siciliana e che ha portato a diversi arresti, coinvolgendo, a quanto si apprende dalle cronache, anche Carmelo Pullara, deputato della maggioranza di Musumeci, che risulterebbe indagato.

“Dopo questi incresciosi fatti che travolgono la sanità siciliana – continuano i deputati –  sarebbe il caso di chiedere che funzione abbia l’attività di prevenzione della corruzione nelle aziende sanitarie e nel coordinamento regionale istituito dall’assessore della Salute in Regione mesi addietro. Il Movimento 5 Stelle, nei mesi scorsi, con diversi atti parlamentari, ha raccolto il grido d’allarme lanciato dagli imprenditori del settore e provato ad audire i componenti della CUC più volte, senza però aver avuto riscontro. Diverse volte, ad esempio, abbiamo chiesto  l’audizione di Damiani, uno degli arrestati,  sia in commissione Bilancio che in commissione Sanità sull’appalto della manutenzione degli elettromedicali, ma questi non si è mai presentato”.

 

Altri interventi, li riportiamo qui di seguito:

“Al di là delle contestazioni specifiche, l’inchiesta della Procura di Palermo e della Guardia di Finanza conferma che la sanità in Sicilia resta un tragico bancomat al servizio della politica, e viceversa. Per scambiarsi poltrone, carriere, denari ed appalti.

È triste dover commemorare Giovanni Falcone senza che i governi che si sono succeduti in questi 28 anni abbiamo saputo mettere in campo, oltre alle frasi di circostanza, strumenti idonei ad evitare che la corruzione resti il naturale terreno di incontro tra appalti e politica.” Lo ha dichiarato il Presidente della commissione regionale antimafia e anticorruzione Claudio Fava.

 




 

“E’ avvilente la notizia del nuovo, presunto, grave caso di corruzione in sanità, che oggi ha visto in Sicilia l’arresto di 10 persone coinvolte in un vasto giro di tangenti. Tra queste, anche il coordinatore della struttura regionale per l’emergenza Covid 19. È scandaloso che a ricoprire cariche così fondamentali per la tutela della salute pubblica ci siano soggetti che sfrutterebbero la situazione per i propri fini di lucro. Episodi come questi minano il diritto alla salute delle persone, l’efficienza e l’immagine del nostro sistema sanitario nazionale. Sono ancora più intollerabili in un momento emergenziale come questo, in qui il diritto alle cure e la sicurezza devono essere costantemente messe al centro delle politiche sia nazionali che regionali. Ci ricordano, inoltre, dell’urgenza di procedere a una seria riforma del meccanismo delle nomine in sanità: chi si prende cura della salute degli altri deve essere svincolato da interessi di altro tipo”. Così Marialucia Lorefice, presidente del MoVimento 5 Stelle in Commissione Affari sociali a Montecitorio.