maria morta malasanità“Una donna instancabile e piena di vita. Maria sei stata una colonna portante per la tua e per la nostra famiglia ed hai lasciato una grande eredità. Un lavoro fatto di dedizione ai clienti e impegno per i tuoi figli”. Così la ricordano i titolari della storica sala trattenimenti a Marina di Modica, Oasi dei Re, dove ha lavorato per 17 anni, Maria Occhipinti, la donna morta ieri intorno alle 14 mentre con l’ambulanza stava per essere trasportata all’ospedale Maggiore di Modica, da dove la sera prima era stata dimessa. Secondo i medici era una colica renale. Solo analisi poi è tornata a casa per arrivare a morta al nosocomio. “Non sarà semplice rassegnarsi ad una così grande perdita – scrivono ancora  –  ma possiamo solo pregare affinché gli uomini ti diano giustizia e Dio la pace. Un abbraccio fortissimo e carico d’amore va alla tua famiglia, per la quale non ti sei mai risparmiata e per la quale hai sempre lavorato per dare loro più di quanto non tu realmente non potessi fare. Ti saremo sempre grati e ti ringraziamo per le innumerevoli ore di lavoro che accanto alla nostra famiglia ed al nostro staff, hai dedicato ad un’azienda che, certamente, ormai aveva anche il tuo sguardo gentile, ma determinato, la tua energia e la tua amorevolezza”.

Com’è morta Maria? Lei che aveva lavorato fino a domenica sera ed era in buono stato di salute. Solo lo scorso anno aveva subito un intervento per calcoli alla colecisti. I medici del Pte di Pozzallo, dove la donna era andata lunedì sera, le avevano consigliato di farsi visitare al pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Modica dov’è stata dimessa, dopo alcune analisi, intorno alla mezzanotte di lunedì.  Maria Occhipinti aveva capito che le sue condizioni si stavano aggravando e aveva chiamato l’ambulanza ma all’ospedale è arrivata cadavere. E ancora ci si chiede: perché i medici non hanno sottoposto la signora a una radiografia o a una tac all’addome? considerati i dolori lancinanti.

Lei non è arrivata in ospedale viva, invece, qualche mese fa,  il modicano Roberto Cannata non è arrivato neanche in sala operatoria: era troppo tardi. Era stato dimesso in due giorni tre volte. Poi i medici si erano accorti che era necessario fare una tac con la quale avevano constatato l’occlusione intestinale. Prima, secondo i medici, era un virus intestinale.

anninoUn altro e terzo presunto caso di malasanità si è registrato mercoledì scorso. Luigi Annino, 65 anni, doveva essere sottoposto a un controllo al cuore. Dal reparto di cardiologia di Modica  era stato trasferito a Ragusa, al ‘Maria Paternò Arezzo’ dove però non hanno ritenuto fare l’esame. Il signor Annino dimesso mercoledì,  è morto giovedì alle 8. Il 118 è arrivato a casa con il medico che ha constato il decesso. La famiglia aveva chiamato l’agenzia di onoranze funebri, pronta per le esequie già sabato mattina ma venerdì pomeriggio la salma  è stata posta sotto sequestro dell’autorità giudiziaria. Il corpo deve essere sottoposto all’autopsia. Nel frattempo la famiglia ha deciso di fare affiggere il necrologio con la scritta:  “La famiglia Annino comunica che per motivi fuori della loro volontà i funerali del caro congiunto verranno celebrati a data da destinarsi”. Annino e la moglie si erano trasferiti a Modica, città natale della coniuge, dopo avere vissuto a Cologno Monzese.

Viviana Sammito