Il pedone deve essere risarcito dopo la caduta sulla sporgenza metallica non segnalata dentro il marciapiede. Sussiste il nesso causale fra il sinistro e il cattivo stato di manutenzione della pavimentazione stradale: il Comune, dunque, risponde come custode della cosa perché non fornisce la prova liberatoria del caso fortuito. E ciò perché l’utente deve poter legittimamente confidare che l’ente custode mantenga il bene demaniale in condizioni consone alle caratteristiche necessarie all’uso cui è destinato. Insomma: non può essere costretto a guardare sempre e comunque a terra, a caccia di insidie sulla superficie su cui cammina. È quanto emerge dalla sentenza 4748/21, pubblicata il 24 novembre dalla terza sezione civile del tribunale di Catania.

Accolto il ricorso dell’infortunata difesa dagli avvocati Luigi Bonanno Feldmann, Rita Grisafi e Rita D’Amico: ottiene un risarcimento di quasi 15.700 euro, praticamente la somma richiesta. Oltre al danno non patrimoniale, liquidato in base alle tabelle di

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