luminarie 2014 modica 1Chi, in queste serate prenatalizie, si trova a percorrere il salotto buono della Città e alza gli occhi, può notare una copertura di luci e di stelle luccicanti che tentano di rallegrare gli animi dei passanti, ricreando un’atmosfera festosa e festiva.

Ma, ad uno sguardo più attento e ad una riflessione più pacata, tornano agli occhi e alla mente, immagini di identiche luci, osservate, attraverso la TV, in altre città d’Italia, in una piatta omologazione di commissioni affidate a Ditte specializzate nel settore.

E, ancora più amaramente, la mente torna alle tante piccole e dolci luminarie, frutto della creatività, dell’impegno, della generosità, di alunni dei vari ordini e gradi delle Scuole di Modica, dalle Primarie, alle Secondarie di I° e II° grado, al tempo, generosamente speso, da Dirigenti, Insegnanti, genitori, nonni, volontari e gruppi che, per ben due anni, senza alcun onere economico a carico delle casse comunali ma con il generoso contributo di privati, hanno dato vita ad una creativa identità che ha illuminato i vicoli, le strade e alcuni palazzi della nostra Città.

luminarie 2014 modica 2I bambini, i ragazzi, i nostri figli e nipoti, dovrebbero essere, sempre e comunque, valorizzati e tenuti al di sopra e al di fuori da qualsiasi colore e ideologia politica, in una continuità di azione sempre più arricchente, migliorante, collaborativa.

E’ triste constatare che il frutto di una creativa e operativa concertazione di risorse modicane, giaccia abbandonato e negletto in qualche buio scantinato!

I bambini e i ragazzi esigono risposte e chi, come me, negli anni del proprio servizio scolastico, li ha amati dal profondo del cuore e continua ad amarli ed essere al loro fianco in altre forme di presenza sociale, è accanto a loro nel chiedere il superamento degli angusti limiti del proprio orticello politico, per una azione culturale, sociale e civile di più ampio respiro, nel rispetto e nella valorizzazione delle positività del passato verso un futuro arricchente di Cittadini modicani, orgogliosi della propria identità.

                                                                                                     Maria Colombo