Siviglia è una delle più belle ed accattivanti città spagnole, capitale dell’Andalusia, famosa per lo straordinario Castello dell’Alcázar, per la Plaza de Toros de la Maestranza, per ospitare la tomba di Cristoforo Colombo, ma anche per il Flamenco, ballo di straordinaria eleganza e l’arte più famosa di Spagna.

Ma la città Andalusa è anche altro e in questo periodo storico si sta esaltando pure nel calcio, proponendo ad altissimi livelli le due compagini cittadine, il Siviglia ed il Betis Sivigilia.

Le quote calcio di inizio stagione non le consideravano capaci di sostare nelle alte sfere della graduatoria e invece i due team hanno vissuto, e stanno ancora vivendo, un’annata sportiva sopra le righe, ambedue in lizza per un posto in Champions League.

Due andamenti che hanno in qualche modo sorpreso gli appassionati di calcio spagnolo e de La Liga in particolare grazie soprattutto ai due tecnici o, come dicono nella penisola iberica, i “los jefe” di Siviglia, visto che si tratta dello spagnolo Julen Lopetegui, ex portiere, e del cileno Manuel Pellegrini, che invece era un difensore, rispettivamente allenatori di Siviglia e Betis.

Due tecnici di nome, di grido, i quali, dopo essersi seduti su panchine in grandi piazze, hanno accettato di andare a condurre i progetti dei due club andalusi e ci stanno riuscendo davvero alla grande visto il piazzamento sin qui ottenuto in uno dei tornei più importanti del mondo.

Del resto Lopetegui, che nel corso della sua carriera da calciatore, ha difeso i colori dei due top club spagnoli, ovvero Real Madrid prima e Barcellona poi, vanta un curriculum da tecnico di assoluto valore, esordendo con il Rayo Vallecano per esaltarsi poi in un quadriennio con le selezioni nazionali di Under 19, Under 20 e Under 21 (con la quale vince gli Europei nel 2013) e salendo sulla panchina della nazionale maggiore nel biennio 2016-2018 dopo una breve ma intensa esperienza al Porto. Poi è arrivata anche la panchina dei Blancos, ma per un sola stagione prima di questa che sta ben durando al Siviglia.

Pellegrini ha un percorso professionale più variegato, per lo meno da tecnico, rispetto al dirimpettaio. Il cileno ha giocato sempre in patria e sempre nell’Universidad de Chile, società dove ha cominciato anche la carriera di allenatore nel 1988; a seguire invece, pur rimanendo sempre in Cile, ha allenato Palestino, O’Higgins e l’Universidad Catòlica, prima di provare, nel 1998, una nuova esperienza all’estero.

Ha scelto infatti di andare addirittura in Ecuador con il LDU Quito, da cui poi però ha preso il volo in maniera decisa guadagnando un torneo ben più prestigioso come quello argentino dove si è disimpegnato prima con il San Lorenzo e poi con il River Plate. In Europa arriva invece nel 2004 grazie al Villareal, dove resterà peraltro per ben cinque stagioni, trampolino di lancio per sedersi su panchine prestigiose come quelle del Real Madrid e Manchester City, oltre che Malaga, Hebei CFFC (Cina) e West Ham. Dal 2020 è nel club biancoverde del Betis, che proprio quest’anno ha portato alla vittoria della Coppa del Re. In bacheca però ha anche una Coppa del Cile, un Campionato Ecuadoriano, due Campionati Argentini, una Premier League e due Coppa di Lega inglese, oltre ad una Coppa Interamericana e una Coppa Mercosur in Argentina.

Due tipi tosti insomma, due autentici “los jefe”!