Sig. Presidente Giorgio Napolitano,

ho letto con attenzione la notizia della nomina dei 4 Senatori a vita e non Le nascondo il mio stupore. Basito, amano dire oggi i politici di mestiere nelle mie parti.

Non entro nel merito del problema politico-istituzionale o di norme giuridiche, che ritengo, però,appannaggio di un tempo che fu (forse è un caso solo italiano), ma mi inchino, come faccio con tante norme, a dir poco discutibili, che non condivido, ma rispetto e faccio rispettare, come si deve a un bravo cittadino e ad un uomo delle Istituzioni.

La mia amarezza nasce da alcune considerazioni:

1)    Da tanto tempo sento parlare di crisi, di spread, di spendingreview (quanto mi affascina questo inglese!), di tagli, di Italia al collasso, di crescita della disoccupazione, di famiglie sempre più povere e di giovani disperati. E della necessità di dare una svolta (!!!).

2)    Da tempo si parla di riduzione dei costi della politica, di dimezzamento dei deputati e dei senatori, di annullamento o riduzione dei privilegi, con l’intento di avvicinare i cittadini, sempre più delusi e arrabbiati (inferociti, direbbe qualcuno), alle Istituzioni e alla politica. Le ultime elezioni regionali e comunali in Sicilia, con un’astensione senza precedenti, hanno dettomolte cose. Ma, passata la bufera, tutto torna come prima. (D’altronde non siamo nella terra di Sciascia (vedi, lo sparo nel Giorno della Civetta), del Gattopardo….???

Ma il resto d’Italia è poi tanto diverso dalla Sicilia? Roma docet.

L’elenco potrebbe continuare all’infinito, ma mi fermo.

Le scrivo perché sono un sindaco… deluso.

franco raffo sindaco acateIo e miei Assessori, i Consiglieri Comunali, consapevoli della drammatica crisi socio-economica della nostra gente, del pesante indebitamento delle Amministrazioni comunali (compresa la nostra),  della incapacità di molte famiglie di arrivare a metà mese, abbiamo rinunciato all’indennità di carica, destinando le somme a opere di bene. Quindi il Sindaco, gli Assessori e i Consiglieri Comunali  non prenderemo  nemmeno un € a vantaggio del Bilancio Comunale e della Comunità acatese.

Abbiamo voluto mandare ai nostri concittadini un messaggio di solidarietà e di rispetto, di vicinanza e di comprensione. L’abbiamo fatto nella speranza di mettere in moto un vero e credibile processo di cambiamento e di contrasto ad una politica troppo spesso lontana e indifferente al  dolore della nostra gente.

Ora Le chiedo: era proprio necessario in un momento di grave congiuntura economica, di probabile (sicuro) aumento delle tasse, del prezzo del petrolio alle stelle, appesantire le casse del Senato e  dello Stato con altri lauti stipendi?

Possibile che tutti voi, politici di lungo corso, da anni nel libro paga degli Italiani, di senatori a vita ultra ricchi, non possiate seguire il nostro esempio?

I senatori nominati da Lei sono personalità di indubbia eccellenza culturale, che nobilitano l’Italia, ma, mi risulta, con i forzieri pieni in banca.

Questi Senatori potranno mai seguire l’esempio di noi amministratori e consiglieri(alcunidisoccupati e nullatenenti e alla ricerca della prima occupazione)?

Sarebbe un messaggio forte di serietà e di coerenza.

La gente continua a non credere e il tempo delle illusioni sta per finire.

Le tasche sono sempre più vuote, il lavoro scarseggia, le tasse aumentano e tutti si aspettano che, finalmente, suoni la campana, ma non quella con certi rintocchi!

Oggi.

Domani potrebbe essere tardi.

Nota: ci potrebbe essere un posticino senatoriale per un “cavaliere del lavoro” , per un siciliano (uno qualsiasi), con una pensioncina di € 516 al mese, che per  60/70 anni, curvo sulla zappa, ha contribuito a realizzare la più grande rivoluzione economica e sociale che la Sicilia abbia mai  conosciuto?

Franco Raffo

Sindaco di Acate