I numeri non sono incoraggianti: quella cui si sta assistendo nel mondo dello spettacolo è una fase di stallo che sta portando a grosse perdite in termini economici, oltre che a un immobilismo professionale che non si vedeva da anni. L’emergenza sanitaria da Coronavirus sta danneggiando il settore della recitazione e della musica.

Secondo i dati raccolti da Enpals e dalla Fondazione Symbola, in questo momento ci sono tra le 300.000 e le 380.000 persone legate al mondo dello spettacolo e della cultura che in Italia non stanno lavorando. Nel 2018 il rapporto stilato dalla Siae parlava di 7.794.399 presenze nel settore.

Sempre secondo i dati Siae, le «attività di ballo e concertini» – le attività prevalenti svolte da live club e festival – sono il primo settore in assoluto come presenze e spesa del pubblico. Subito dietro al mondo del cinema e dello sport. L’ultimo dpcm che classifica l’Italia come zona protetta, secondo la Fondazione Centro Studi Doc, la percentuale dei lavoratori in inattività nel settore degli eventi dal vivo oscilla tra il 76 e l’80%. Un dato che aumenta al 90% con lo sport e che tocca il 100% con il lavoro nel mondo televisivo – anche questo in netto calo.




Sembrerebbe che qualcosa si stia muovendo. In settimana dovrebbe essere firmato un decreto per sostenere gli artisti e gli autori meno tutelati e in difficoltà a causa dell’emergenza. Lo ha annunciato il ministro dei Beni culturali e del turismo Dario Franceschini rispondendo al question time alla Camera a proposito delle iniziative a sostegno del comparto della cultura e dello spettacolo.