Un emendamento-tranello che ha stanziato un milione di euro per Comuni con una forma giuridica inesistente e presentata dal leader di Controcorrente Ismaele La Vardera,  per dimostrare la facilità e la disattenzione con cui si approvano le leggi al Parlamento Siciliano. E’ accaduto lo scorso 20 dicembre.

Quanto accaduto emerge dal racconto del deputato Ismaele La Vardera: “Ho fatto una cosa mai fatta nella storia di quel palazzo: presentare un emendamento che non significa assolutamente nulla per dimostrare la leggerezza con cui spendiamo i soldi di tutti. In cuor mio però mi dicevo «non passerà mai». Invece, incredibilmente, quando è cominciata a girare la notizia che La Vardera volesse partecipare alla “spartizione” e che chiedeva fondi – afferma il leader di Controcorrente -, la maggioranza si è catapultata per farmi approvare l’emendamento. E perché l’ha fatto secondo voi? Per poter poi dire poi “vedete anche La Vardera fa vecchia politica come noi”. Peccato però che non hanno letto quell’emendamento, se lo avessero fatto avrebbero potuto comprendere che quell’emendamento non significava nulla.

Su 60 deputati presenti in aula, solo 40 votano. Esprimono parere favorevole: tre deputati del Pd e due parlamentari di Sud chiama Nord, nove deputati di Fi, sette di Fratelli d’Italia, due della Lega e un autonomista.

Così la finta norma fake passa in un contesto di confusione. Un milione di euro non spendibile, ma che rimane a questo punto a disposizione del bilancio della Regione.

La proposta di La Vardera nasce con l’obiettivo di destinare un milione di euro “in favore dei Comuni che risultano dotati di ‘ambiti di coordinamento territoriale intersettoriale’, istituiti nell’ambito dei piani comunali di assetto organizzativo”. Cosa significa? Nulla, dal momento che Comuni con queste caratteristiche non esistono, come peraltro ha raccontato Danilo Lupo in un’inchiesta condotta per Piazza Pulita, in onda ieri sera su La7. “Non è una provocazione fine a se stessa – dice Ismaele La Vardera -. Con le prove posso dimostrare che spesso si legifera in questo modo: di notte, senza criterio e senza lucidità”.