asp ragusaIn Sicilia la percentuale dei nati sordi è intorno a uno su 300, il doppio di quella nazionale; sono attesi quindi ogni anno circa 150 neonati con sordità.

Solo il 50% dei neonati in Sicilia è sottoposto allo screening uditivo, applicato nel 70% dei punti nascita regionali.

La sordità limita lo sviluppo del bambino, è essenziale che la diagnosi venga fatta sin dai primi giorni dalla nascita, per potere intervenire, limitandone i danni. L’azienda sanitaria provinciale 7 di Ragusa applica gli screening con regolarità e completezza su tutti i neonati. Nel corso del 2014, su 3416 nati, 130 (3,8%) sono risultati positivi al primo livello (nei Punti Nascita da Infermieri e Puericultrici) e quindi avviati al secondo livello (svolto Audiologo ed Audiometrista nei Servizi di ORL/Audiologia e permette, dopo la conferma del difetto, di iniziare la cura); di questi, solo due avevano una grave ipoacusia bilaterale che ha richiesto un immediato trattamento protesico-riabilitativo (1,5%).

In passato, in assenza di screening, la sordità veniva riconosciuta in ritardo, ad una età media compresa tra uno e due anni nei casi più gravi, e anche oltre i tre anni nei casi parziali, con gravi ripercussioni sul linguaggio. Lo screening che l’ ASP esegue, con il coordinamento della Dr.ssa Letizia Gerotti, nell’ambito della Unità.Operativa.Complessa di Otorinolaringoiatria, oggi diretta dal Dr. Vincenzo Calabrese, il bambino riconosciuto come sospetto per sordità allo screening, viene valutato entro il 3-4° mese  ed ha la possibilità di utilizzare la protesi, entro il 4° mese di vita. L’utilizzo viene perfezionato nel secondo semestre e quindi sostituito dall’impianto cocleare, se necessario, tra il 12° e il 18° mese di vita. In Sicilia la percentuale dei nati sordi è intorno a uno su 300, il doppio di quella nazionale; sono attesi quindi ogni anno circa 150 neonati con sordità.

<<Un udito normale  – ha spiegato l’Asp – è necessario per sviluppare correttamente il linguaggio. Quando questo non avvenga, si costruisce un bambino con ridotta abilità in ambito linguistico e scolastico che sarà in futuro un adulto con diversa abilità psicosociale>>.

Viviana Sammito