La Ruota della Fortuna, Gerry Scotti chiede scusa
- 7 Aprile 2026 - 21:46
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All’inizio della puntata di questa sera de “La Ruota della Fortuna” Gerry Scotti ha chiesto scusa per una frase pronunciata diverse puntate fa, quando commentando il racconto di una docente, il conduttore ha osservato che gli insegnanti accetterebbero “quello che passa il convento”.
L’Associazione APS Asperger ha risposto con una lettera firmata dalla presidente Marie Helene Benedetti, madre di figli autistici, inviata alla redazione. Nelle ore successive, Scotti ha pubblicato sui propri canali social un messaggio di chiarimento: “Chiedo scusa per le mie parole, sicuramente superficiali e riferite alla situazione dei giovani insegnanti in Italia. Non intendevo mancare di rispetto alla funzione degli insegnanti di sostegno né ai ragazzi che ne hanno bisogno insieme alle loro famiglie.”
Una frase che in realtà ha diviso, sono infatti tantissimi i commenti che in qualche modo approvano le parole di Gerry Scotti: “Ma perché quello che ha detto non è la verità! Gli insegnanti di sostegno specializzati sono troppo pochi. Le diverse discipline finiscono sul sostegno senza avere gli strumenti. Quindi si parla di ripiego per poter lavorare, acquisire punteggio e poter passare di ruolo sulla propria disciplina. Se l’insegnante intervistata da Scotti avesse avuto la specializzazione lo avrebbe detto, mentre ci ha tenuto a dire che è altro, ma si è adattata. Quindi non ho capito, le scuse verso chi?”, scrive Silvana D.
Daniela afferma: “Ha semplicemente detto la verità! Molti docenti usano il sostegno solo ed esclusivamente per entrare a lavorare a scuola.” E poi ancora in un altro commento si legge: “Sono un insegnante di sostegno: Scotti ha tristemente ragione. Il sistema scolastico italiano fa c….. da qualsiasi parte lo si guardi!”
Alberto R scrive: “Il fatto che sia stato costretto a chiedere scusa su una cosa dove aveva fin troppo ragione è già ridicolo di suo.” E infine riportiamo il commento di Floriana O.: “La verità è che Gerry Scotti, purtroppo, ha ragione. Sono un’insegnante di ruolo con doppia specializzazione su sostegno, una su primaria e una su secondaria di secondo grado. Ho faticato tanto per averle e faccio il mio lavoro con dedizione da 25 anni. Il sistema di oggi, invece, dà la possibilità a tutti quelli, che magari facevano altri lavori, di optare per la cattedra di sostegno per ottenere punteggio per un servizio che consente di accedere ai corsi Indire e ottenere facilmente specializzazione e ruolo. Altrimenti, di continuare a lavorare senza titolo con supplenze annuali. Se il sistema lo permette, non vedo perché la gente dovrebbe tirarsi indietro. Si arranca a trovare un posto di lavoro e si sceglie la via più comoda. Chi ci rimette sono gli alunni, privati di un loro diritto sacrosanto e destinati a cambiare ogni anno insegnante, approccio, metodo.”
Gerry Scotti, con il suo messaggio di scuse, ha dimostrato la volontà di affrontare con responsabilità le critiche ricevute. La sua intenzione, ha specificato, non era certo quella di offendere o sottovalutare il lavoro prezioso che gli insegnanti di sostegno svolgono ogni giorno, né tantomeno di mancare di rispetto alle famiglie e agli studenti che ne hanno bisogno. Un modo schietto per mettere fine alle polemiche, assumendosi la responsabilità di quanto detto e ribadendo, ancora una volta, quanto il tema della scuola e del sostegno sia delicato e centrale nel dibattito pubblico.













